domenica 30 aprile 2017

-107-

E siamo alla centosettesima puntata, buona lettura!

·         Scelto il candidato premier del postribolo a cinque stelle, sarà Waldo (per chi non sapesse chi è andate a guardarvi il terzo episodio della seconda stagione di Black Mirror!)!
·         Trump ha abbassato le tasse per le aziende… il disavanzo lo pagheranno i messicani!
·         Di Maio e la legge elettorale “Pronti a trattare con il PD”… e PD non sta per Partito Democratico!
·         Primarie PD… i tesserati che potranno votare saranno milioni… i votanti miliardi…
·         Si festeggiano i primi cento giorni di Trump… ed è riuscito a fare più cazzate lui in cento giorni che tutti i presidenti prima di lui!

·         La Francia può avere la Le Pen come presidentessa… Salvini e Grillo hanno un’erezione perenne da domenica scorsa!

domenica 16 aprile 2017

-106-

E siamo a centosei, buona lettura!

·         Big S. adotta cinque agnelli e vende il Milan ad un cinese… in pratica tutti parlano di Big S.!
·         Trump lancia la madre di tutte le bombe e Kim (leader della Corea del nord!) minaccia la guerra… in pratica il quarto film della serie Scemo e più Scemo!
·         Super gaffe di Di Maio, dice in pratica che tutti i Rumeni sono criminali… poverino ma lui s’informa su Il Lercio!
·         Derby milanese a mezzogiorno… e la cosa non me ne frega assolutamente nulla!

·          Salvataggio Alitalia… pronti i soldi… i nostri!

giovedì 13 aprile 2017

-Hirsli halda arxaya baxma-




-Hirsli halda arxaya baxma-

Tutto è incominciato un giorno preciso di un giorno preciso di un mese preciso di un anno preciso!
Il momento preciso dove tutto è andato in malora!
Un divorzio feroce!
La morte di mia sorella!
È morto anche il mio pesce rosso!
Vivere con mia madre, ero piccola, molto, non potevo capire, non ci riuscivo, mia madre… una troia!
Mia madre piange, per cosa?
PER COSA?
PER COSA?
Urlo bestemmie in bagno mentre mi trucco, lei urla, io urlo, lei mi accusa di non aver vissuto la sua vita e io l’accuso di avermi imprigionata in un egoismo per prendersi mio padre, chiunque sia, lei piange io no, io esco!
Si è suicidata con un mix di barbiturici e vodka, ed è per questo che la odio, la vodka, non mia madre!
Torno a casa, lei morta e sono sola, non ho nessuno!
Cosa fare?
Uscire!

SEI ANNI DOPO

Il sangue raggrumato sul braccio, la dose che non da più felicità, non da più niente, crollo, vomito roba verde e incorporea, mi rialzo, la testa è pesante, non so dove cazzo sono, pensare è difficile, crollo, mi rialzo, ho dei vestiti sporchi addosso, non so il perché, puzzo come una latrina intasata di merda di elefante, puzzo ma non sento, mi gratto le croste, si aprono come dei fiori in primavera e spargono sangue!

SETTE ANNI DOPO

I cani abbaino, abbaino forte, non mi lavo da mesi ma non voglio andare alla Caritas o in quelle associazioni tanto buone e brave, la mia canotta è lercia da fare schifo, non m’interessa, sono pulita o così dicono, i cani abbaino,  vogliono uscire, ma sono liberi, come lo ero io, libera da qualsiasi cosa!
Libera di scegliere ogni singola cosa della mia vita, ogni singola cosa, cazzo!

OTTO ANNI DOPO

Le luci!
L’intermittenza delle luci!
Il movimento!
Le luci!
Le luci!
Abbagliano quanto basta!
Abbagliano però!
Un tuono mescolato ad un fulmine!
Si ritorna a respirare e a vivere!
Luci!

NOVE ANNI DOPO

La sporcizia ormai fa parte di me e pensare che una volta ero una principessa, bella e profumata e ora con questi due pidocchiosi cani sono qui!
Non so neanche cosa dico, farfuglio qualcosa sulla povertà, sul mio malessere, m’invento di avere un miliardo di figli, che sono malata (e forse lo sono!), che ho tutto, allungo il mio braccio rachitico con la mano aperta, nessuno mi da nulla a parte un ragazzo con le cuffie e un sacco di sacchetti, sta leggendo, mi lascia sulla mano una banconota, mi guarda per un secondo negli occhi, mi sorride, ma non per scerno, mi sorride e basta, probabilmente è felice e vuole trasmettermi la sua felicità, forse no, forse si!

DIECI ANNI DOPO

Sono passati dieci anni, ora intaglio, intaglio il legno, è un lavoro faticoso ma da soddisfazioni che manco a raccontarle si possono spiegare, la mente si tiene occupata, ora mi faccio due docce al giorno, i capelli da grigio topo marcio sono ritornati al loro colore originale, biondo, sto mettendo peso visto che ero sottopeso di venti chili, ora sono in forma e intaglio praticamente tutto il giorno, non so cosa sia successo un anno fa, ma da quando quel tipo mi ha dato la banconota ho deciso di riprendermi la mia vita, sono uscita da ogni giro del cazzo, i miei due cani sono morti per malnutrizione, non mangiavo neanche io, sono una persona nuova, migliore, ma ho ancora tanto da fare, non tanto per rientrare nella società ma per rientrare in me stessa, in ciò che ero e che avevo perduto e che ora rivoglio con le unghie e i denti, voglio ritornare ad essere me stessa, non al cento ma al mille per cento, ed ora a malapena ricordo il perché ho cominciato!

UNDICI ANNI DOPO

C’è un cavalcavia, molto affollato, macchine su macchine lo percorrono tutto il giorno, è un cavalcavia molto trafficato sulla strada, sotto non si sa cosa succede ne ciò che può accadere, immersa in una pozzanghera di vari liquami c’è una ragazza di quasi trent’anni, è riversa nella pozzanghera, è in questa posizione da quindici giorni, il corpo si sta gonfiando e marcendo, nel braccio destro ha ancora una siringa impiantata in una vena, la faccia è livida e gonfia, il suo corpo ha già espulso ogni singola cosa organica del suo corpo, è riversa, sul viso non ha trucco ma ha una sotto specie di sorriso incollato sul viso, gli occhi sono bianchi, forse un cane o un topo gli ha mangiato l’orecchio sinistro, non c’è sangue ne altro, solo una bambola gonfia riversa in una pozzanghera, verrà ritrovata dopo un mese dalla sua morte soprattutto per l’odore, nessuna indagine, la solita tossica che esagera e muore, nessun fascicolo si è aperto, nessuno ha fatto indagini, la scientifica a dedotto l’ora della morte, per overdose, caso chiuso, nessuno reclamerà il corpo, nessuno vuole riconoscerlo, pratica chiusa, il corpo viene cremato e le ceneri vengono lasciate ad impolverare in qualche magazzino!
Ogni anno, un ragazzo lascia una rosa nel punto preciso in cui è morta, ogni anno, puntuale come la morte o le tasse, una rossa appare e nessuno la toglie finché non marcisce e muore…

domenica 9 aprile 2017

-Messaggio di servizio-

Oggi non apparirà nessuna Cimice, lo so, starete piangendo cale lacrime di dolore, ma in quest'ultima settimana non c'era da ridere, la morte dei bambini in Siria, attacchi terroristici e quant'altro non me la sono sentita di fare umorismo o satira che dir si voglia su queste cose, mi spiace non regalarvi una cimice ma veramente non potevo scherzare su queste cose.... in compenso cercherò di portare avanti tutti gli altri progetti!

lunedì 3 aprile 2017

-La mia su "La ninna nanna dell'ultima notte"-



-La mia su “La ninna nanna dell’ultima notte”-

Come per l’ultima “La mia” dedicata a Barbara devo ribadire un concetto, lei scrive per il mio piacere, forse lei non lo sa e glielo dico ora, Barbara scrivi per il mio piacere, ma non voglio partire con la scrittura (come tutte “La mia” dedicate ad un fumetto scritto da Barbara!) ma con il disegno!
Roi, devo dirvelo, a me Roi in passato non mi ha mai entusiasmato, non mi piacevano le tavole, le trovavo noiose, poi ha scritto e disegnato (scritto con Paola Barbato!) UT e mi si è aperto un mondo come ho scritto un anno fa scrivendo “La mia” sul primo numero di UT, probabilmente in passato davano troppe storie da disegnare al maestro Roi e quindi la qualità scemava ma ultimamente mi fa venire erezioni e orgasmi multipli ad ogni singola pagina, questa storia doveva assolutamente disegnarla il maestro Roi, nessun’altro, è il disegnatore perfetto per una storia che richiedeva il massimo dell’impegno e il maestro Roi c’è riuscito, ogni singola vignetta è una piccola opera d’arte, leggi e vedi i disegni e non puoi fare a meno che la mascella si stacchi e che vada in vacanza per mesi, dalla prima singola vignetta in poi è un orgasmo eterno, io spero che il maestro Roi venga sfruttato così, e non come un semplice disegnatore, deve fare cose a lungo termine ed è lì che tira fuori tutta la sua arte, la sua meravigliosa arte che a mio avviso andrebbe incorniciata ed esposta nei musei, questo numero di Dylan Dog è la prova del nove per eccellenza!
Barbara, sa che l’adoro e che la odio, l’adoro perché scrive veramente da dio e la odio perché lei e il suo cumpa di malefatte Marco  mi costringono ad alzare l’asticella e ogni volta di più (ormai non è più visibile ad occhio umano!), sapevo che dopo quella perla rara e bellissima di Torture Garden, Barbara avrebbe alzato il tiro ma per Dio non così in alto, parliamo della storia, una storia lineare e terribilmente angosciata, si perché Barbara (che è geniale in questo!) mette come pericoli dei bambini, sono i bambini che fanno danni e fanno dei crimini (un riferimento non poco velato a determinati film degli anni settanta [no, non ve li dirò se no vi toglierei la voglia di andare a cercare film su film!]!), la storia sui snoda su una filastrocca in rima, e qui vorrei ricordare Nigthmare in Elm Street o meglio conosciuto come Nigthmare,  ovvero il Freddy Krugher degli anni ottanta, credo che la citazione sia estremamente voluta (e il maestro Roi la rende sua con disegni che non lasciano nulla al caso ma sono talmente dettagliati che fanno paura!), Barbara ha scritto una pura e semplice storia horror come dovrebbe essere ogni singola storia di Dylan Dog ma a  volte certi scrittori si dimenticano che in teoria Dylan Dog è un fumetto horror (e non splatter ma horror e Barbara conosce bene questo genere e lo fa suo!) ma Barbara no, mette ogni psicosi in ogni singola vignetta, scrive per far paura e non la paura da shock (tipico dei film splatter o i film con le vari infestazioni di casa!), Barbara è geniale perché le sue storie rimangono e dopo averle lette si controlla più volte se la porta di casa è chiusa bene o se dalle finestre non può entrare qualcuno, ed è questo che fa di uno scrittore o scrittrice qualsiasi un grande scrittore o scrittrice, dare un’emozione, una qualsiasi, brutta o bella che sia è irrilevante, basta darla, e Barbara in questo è un’imperatrice!

Mi sa che devo imparare molto da Barbara come scrittrice… ma molto e molto dovranno imparare i vari nuovi scrittori, Barbara è geniale, scrive da dio e riesce in un compito difficile…. Ovvero tenere il lettore incollato alla pagina!     

domenica 2 aprile 2017

-105-

E siamo a centocinque (ho vinto la maglietta?), buona lettura!

·         Il papa accarezza una bambina cieca… e niente la bambina è rimasta cieca!
·         Il Canton Ticino chiude le frontiere e la Lega s’arrabbia… ma sbaglio o è la cosa che vorrebbero fare loro?
·         Grillo e Di Battista indagati… ma non erano loro che urlavano che non si poteva fare politica se indagati?
·         Entrata in vigore la Brexit e Londra l’annuncia con una lettera alla UE… poteva andare peggio, potevano fregarsene e basta!

·         Fini è ritornato alla ribalta… in politica? No, sempre per la casa di Montecarlo… in politica di base non se lo caca più nessuno!

sabato 1 aprile 2017

-La mia su una delle più grandi poetesse italiane-




-La mia su “La più grande poetessa degli ultimi vent’anni”-

Corre l’anno millenovecentonovantaquattro, ero un ragazzino stupido che ha incominciato a scrivere, ventitré anni fa, all’epoca avevo scritto un racconto e lo avevo lasciato macerare… era lì, scritto e stampato ma non ci facevo caso, poi ho incominciato a disegnare cose assurde, tratti che assomigliavano a cose che non erano proprio ciò che volevo rappresentare, poi ho incominciato a scrivere poesie, lo fatto per conquistare qualche donna con i miei versi (e me ne vergogno delle mie prime poesie!), da quel momento in poi non ho mai smesso di scrivere, ma non voglio parlare di me, che è alquanto noioso, ma voglio parlare di una grande poetessa, una scrittrice che rende al massimo ciò che pensa!
Siamo nel duemiladiciasette, ho finalmente letto delle poesie di una poetessa degna a pieno titolo di questo nome!
 Partiamo dall’inizio, dall’essere lo stesso poesia, che cos’è poesia?
Semplicemente parlando è una storia che si racconta in modo molto stringato!
Ok, e cosa fa un poeta un grande poeta?
Semplicemente il rendere reale determinate emozioni e sentimenti e farle percepire come se fossero proprie, ecco, Alessandra ci riesce in un modo talmente violento che fa male, non si parla più di poesia o di scrittura ma d’immagini oniriche che diventano realtà, di attimi, pochi secondi o meno, che si visualizzano non davanti agli occhi ma nella mente, vedi con i suoi occhi, percepisci ciò che percepisce lei, vivi la sua vita in una poesia, una singola poesia!
Io sono fortunato, lo devo ammettere, Ale è una mia amica e gli voglio un bene che la metà basta, ma a parte questo, sono fortunato perché ho avuto l’onore anzi L’ONORE di poter leggere una manciata delle sue poesie (cinque per l’esattezza!), la prima poesia che ho letto era forte ma non aveva la spinta giusta, sembrava monca, come se gli mancasse qualcosa, forse una frase o una parola, non lo so, la poesia mi è piaciuta ma non era grandiosa, era bella e da pubblicare ma non era grandiosa poi ha alzato l’asticella poetica, la portata a livelli che Rilke ci è riuscito solo alla fine dei suoi giorni e non voglio scomodare altri poeti grandiosi, ho letto la sua poesia dedicata ad una persona specifica, lo letta, e lo riletta e la mascella continuava ad essere in Messico e mandarmi sms del tipo “Fanculo stronzo io rimango qui!”, è una poesia talmente forte, talmente personale, talmente tutto che posso dire che ogni singola persona vorrebbe che gli fosse dedicata, ho pianto nel leggerla, lo ammetto, è talmente bella che mi sono detto “Ok Jonas, smetti di scrivere le tue cazzate poetiche e leggi e basta!”!
Poi ho letto altre sue poesie e ha alzato notevolmente l’asticella, e di molto, hanno la perfezione in versi, hanno l’attimo, il secondo, il micro secondo che fa sì che una poesia da poesia diventi una cosa talmente bella che la metà basta, Alessandra Alba, è una scrittrice o meglio poetessa che riesce a descrivere un secondo e metterlo in poesia, non è facile farlo, assolutamente, anzi è davvero complicato e fidatevi, sono anni che scrivo racconto intrappolando un momento specifico, ma torniamo alla più grande poetessa da vent'anni ’ questa parte!

Dicevo, ho letto poche sue poesie e ciò mi è bastato, non ho dubbi, ne altro, Alessandra Alba a mio modesto avviso di lettore e di scrittore, è la più grande poetessa italiana dei nostri giorni, so che non avete letto nulla di lei ma per una volta vi chiedo di fidarvi di me come lettore di poesie (le leggo da decenni!), fidatevi, Alessandra Alba è davvero ciò che ci voleva all’Italia per la poesia, è grandiosa, a dir poco geniale, e davvero scrive da Dio, e mi spiace dirlo ma in fatto di poesie mi da una facciata che riporta due, l’emozioni normali che ogni essere umano prova lei le scrive in modo talmente bello e talmente grandioso che ci si ritrova lì nell’azione letterale della poesia, non si è lettori ma si fa parte di un qualcosa che non si è vissuto ma grazie alle liriche di Alessandra Alba si vive in prima persona e si sentono ogni singolo battito di cuore, ogni singola emozione, ogni singolo odore, ogni singola cosa… si è una poetessa a dir poco grandiosa… e poi io la conosco e posso leggere le sue poesie che mi riempiono l’anima di cose belle e di sensazioni quasi mai provate… 

-130-

E siamo a centotrenta Cimici, wow, ok, basta farsi pugnette a due mani e buona lettura! ·          Di Maio vuole i vari osservatori del...