domenica 30 novembre 2014

-Nekaltas-

-Trilogia Kafkiana II-

“Nekaltas”


Da ciò che so succede sempre dopo la cena, mai prima e a volte dopo ma mai prima, quando una famiglia sta incominciando a digerire e a pensare a come finire quel giorno è in quel momento di puro relax dopo una giornata pesante al lavoro che arrivano le lunghe mani della giustizia.
Un tipo se ne sta lì calmo e tranquillo e la giustizia arriva sotto l’aspetto di poliziotti o carabinieri, ti sfondano la porta, non dicono nulla, urlano ordini e basta e in men che non si dica sei ammanettato e portato fuori con flash e urla di persone che fino a ieri erano i tuoi vicini, ti sputano e t’offendono per qualcosa che non si sa ma si è appena stati etichettati come dei mostri, un moderno babau, l’uomo nero delle ninne nanne il nemico della società bene che finalmente è stato neutralizzato; ti caricano in macchina con un eccesso di zelo, la testa viene abbassata per entrare meglio anche ammanettato, nessuno ti dice niente.
Una corsa di pochi minuti con le sirene spiegate e poi incomincia ciò che per molti è storia già vissuta, le impronte, le foto, il questionario banale con le generalità e poi pum, si finisce in una gabbia con altre persone che stranamente hanno la tua stessa espressione di coloro che non sanno bene perché sono lì e sono solo le undici di sera.
Il carcere preventivo lo chiamano, nel mondo viene usato solamente per i detenuti che possono scappare o che possono attuare atti violenti (lo scoperto anni dopi!) nel nostro paese non è così, la mattina successiva dopo una notte in carcere vedo una persona che dice d’essere il mio avvocato (d’ufficio s’intende visto che non ho mai avuto un avvocato!), per minuti mi sciorina termini d’avvocati e di leggi, minuti che sembrano ore e non risponde a una mia semplice domanda :”Di cosa sono accusato?”, c’arriveremo a quello, è un suo mantra credo, dopo mezzora di pistolotto di leggi e leggine mi comunica che sono accusato di pedofilia e d’omicidio di un bambino, un omicidio attuato a tremila chilometri da dove abito, ci sono testimoni, ricerche a tappetto il D.N.A. conferma che io tre anni fa dopo aver ampiamente abusato sessualmente di un bambino l’ho ucciso senza pietà per poi sotterrare il corpicino senza vita sotto un albero, ho gli occhi fuori dalle orbite, la mascella si muove convulsamente, non capisco più nulla ho un black out (poi mi diranno che sono svenuto per lo shock!), mi risveglio in cella, non riesco a capire il perché e il percome.
Non posso vedere nessuno nei primi mesi di detenzione, ne la mia famiglia ne i miei amici (se ne ho ancora!), solamente il mio avvocato che sono stato costretto a cambiare perché quello che mi avevano assegnato non era in grado di portare avanti un processo così complesso, sono solo e la stampa mi viene addosso, mi ha già etichettato, sono il mostro che si merita di morire tra atroci agonie e tormenti, la sentenza è già stata scritta  e io sono colpevole e ancora non capisco perché tutto questo è successo a me.
I mesi passano e sono ancora in carcere, il carcere preventivo, sono pericoloso e posso sempre scappare al estero, peccato che mi abbiano bloccato i conti e tutto il resto, dopo quattro mesi di carcere vedo mia moglie, non mi crede, nessuno mi crede e non verrà al processo e non testimonierà a mio favore, anche se il giorno del delitto ero con lei, ma il dubbio si è insinuato in lei e ai suoi occhi sono il mostro, dopo una settimana mi arriva la richiesta di divorzio.
Sono in isolamento a causa del mio “reato” non posso stare con li altri detenuti per la mia incolumità, il mio avvocato ha trovato tutte le prove che mi scagionano ma i tempi della giustizia sono lunghi e il processo non si è ancora fatto, è quasi un anno che sono in carcere per un reato che non ho commesso, sono in carcere per non scappare e per proteggermi, dicono, il giudice che si è preso sulle spalle la mia storia è in vacanza, si dice alle Maldive, io le ultime vacanze le ho fatto tre anni fa, in spagna , quando ero ancora un essere umano e avevo ancora una famiglia, ora sono solo un detenuto in isolamento per la mia incolumità.
Festeggio il terzo anno di carcere e proprio per questo anniversario che il giudice ha deciso di dare il via al mio processo, di primo grado, la mia città rappresentata dal comune si è costituita parte civile contro di me, in aula sfilano i miei ex vicini che dichiarano che nonostante non abbiano mai avuto problemi con me non li convincevo del tutto, ero sempre sulle mie e non partecipavo alla colletta del regalo di Natale per il custode, dopo i miei vicini sfilano vari scienziati che affermano senza ombra di dubbio che il D.N.A. ritrovato sul corpo della vittima è il mio, peccato che nessuno me lo ha mai prelevato il D.N.A. (il mio avvocato batte su questo tasto!), sfila di tutto, addirittura hanno chiamato il mio ex macellaio a testimoniare solo per far vedere al giudice che amo la carne e quindi sono un potenziale pedofilo omicida, il primo giorno del processo si conclude così, con tutto e tutti contro di me, il secondo giorno tocca alla difesa e nonostante i vari testimoni a mio favore il giudice non è convinto e vuole aspettare una settimana per esprimere un giudizio.
Colpevole, mi hanno giudicato colpevole, la pena massima, l’ergastolo e il giudice si è autocompiaciuto per aver tolto dalla vita civile un pericolo come me, a nulla sono serviti i testimoni a mio favore, a nulla è servito le prove a mio favore, il giudice sapeva fin da prima dell’apertura del processo che io dovevo essere colpevole voleva la pubblicità per il giudice che ha beccato un pericoloso pedofilo omicida, la stampa ci va a nozze, viene subito eletto uomo dell’anno, interviste su giornali e televisioni si sprecano ed io rimango in carcere con un’accusa pesante sul groppone, il mio avvocato cerca di tranquillizzarmi, c’è sempre il secondo grado che potrebbe ribaltare il verdetto, lui ci crede.
Ancora quattro anni tra le mura di cemento della mia cella, sempre in isolamento, sto perdendo peso, i secondini si divertono a “sporcarmi” il mangiare, mi svegliano sempre due ore prima dell’ora della sveglia, ridono e mi sputano addosso i giorni passano tutti uguali  e diventano prima mesi e poi anni e dopo sei anni che sono incarcerato arriva il processo di secondo grado che dopo quattro mesi mi reputa innocente, sono innocente, non ho mai commesso il fatto, al epoca non ero fisicamente sul luogo del delitto, il D.N.A. non era il mio, la scientifica si è sbagliata, sono innocente ma non è una vittoria, l’accusa ha fatto ricorso e io devo rimanere in carcere, nonostante che un giudice mi ha reputato innocente, rimango in carcere con appiccicato addosso una colpa non mia, un’infamia che non mi merito e mia moglie ormai ex moglie si è risposata e non potrò più vedere mio figlio, sempre perché potrei farli del male, sono solo in una cella.
L’ultimo atto di questa farsa si compie a quattordici anni dalla mia “entrata” in carcere, se il giudice preposto mi troverà innocente sarò libero ma nonostante la speranza vivace del mio avvocato non sono molto propenso a pensare positivo, ho perso venti chili in questi anni, ogni gesto “normale” che compivo quando ero fuori è un fievole ricordo nascosto tra le pieghe del mio cervello, non so più come si vive fuori, esiste solo il carcere. Le angherie dei secondini, le offese degli altri detenuti, i quattordici anni della mia vita che mi sono stati sottratti con la forza, i miei affetti e le persone a cui volevo bene sono spariti, sciolti, dissolti come neve al sole, sono solo contro tutto e tutti ma soprattutto contro l’opinione pubblica che mi etichetterà sempre come un mostro assetato di sangue pronto a stuprare i loro figli, sono un essere umano che non è più un essere umano; arriva la sentenza, sono completamente innocente, non ci saranno più processi, sono un uomo libero, il giudice ha dichiarato che mi spetta un risarcimento per tutti li anni che ho passato in carcere, l’accusa si scusa con me in aula, la difesa gioisce felice per la buona riuscita del processo, sono un uomo libero.
Sono solo in un appartamento preso in affitto in un paese dove nessuno sa chi sono o cosa ho passato, il mio avvocato mi ha detto che qui posso rifarmi una vita, ritornare a vivere, sono un uomo nuovo secondo lui e i quattordici anni che ho perso? Nessuno mi dice niente, la stampa ha pubblicato a pagina trenta due righe sulla mia innocenza dopo mesi e mesi di prime pagine dove mi disegnavano come un mostro sanguinario, ma la colpa è mia che non lo sono, non loro che hanno buttato in prima pagina il mostro, loro facevano il loro lavoro, non bisogna farne una colpa  a loro ma a me e basta, sono io che li ho rovinato il lavoro mica loro, non ho più sentito mia moglie ne mio figlio che mi manca da morire, dopo tre mesi dal udienza anche il mio avvocato si è dimenticato di me, avrà altre cause di cui occuparsi, sono solo, in un appartamento pagato dallo stato che mi ha incarcerato per quattordici anni, ho un nuovo lavoro, si può dire che ho una nuova vita… la corda stretta attorno al collo dice l’inverso…      

giovedì 27 novembre 2014

-Primo capitolo-

-E si ascolta fuoco e fiamme- Arti che volano come tetti di fattorie del Kansas dopo un tornando in pieno stile Mago di Oz, sangue e viscere che costellano pavimenti e pareti come moderne opere d'arte, un uomo solo rimane, terrorizzato e tremante, la vendetta pensa il carnefice, solo la vendetta, angherie e odii vari si fondono insieme in un vortice d'estrema e incoerente violenza, sorride quasi soddisfatto, ne manca uno pensa solo uno e poi tutto sarà finito, ogni rottura di cazzo ha una soluzione, l'unica che li viene in mente, implora con le lacrime agli occhi il terrore è dipinto sul suo volto e nelle sue mutande, non vuole finire così come un maiale al macello, ha altri piani nella vita, farsi una famiglia, una casa con la staccionata biancamente perfetta, uno stuolo di bambini, un cane che abbaia felice magari, una moglie fedele e ovviamente casalinga pronta a soddisfare ogni suo singolo capriccio e che non rompa troppo le palle e se lo fa basta una parola e tutto rientra nei logici binari, non chiedeva altro e invece tutto sta per finire in un veloce attimo di pura, semplice e sanguinosa vendetta, basta poco, un attimo soltanto e il suo acerrimo nemico finirà di vivere nello stesso modo che ha vissuto da perfetto e lucido stronzo, si metterebbe a ridere se avesse ancora un minimo di sentimento dentro di se e invece non ride, non prova nulla il vuoto siderale al suo confronto è un magazzino pieno fino a scoppiare, si fissano per un secondo e poi tutto finisce, ogni singolo atomo si ferma per un'eternità, la degna fine di tutto ciò che è successo e che non succederà più, è bastato un secondo, l'ultimo secondo per l'ultimo degli stronzi...
BEEP BEEP BEEP una canzone rock anni ottanta invade tutto lo spazio abitativo. 

venerdì 7 novembre 2014

-Sex or not sex-

Una volta c'era la leggenda del sesso forte e del sesso debole, leggenda che si fondava su ipotetiche superiorità (chi ha il pene è forte chi non lo ha è debole!), tralasciando i molteplici esempi del passato (dalla scrittura alla politica passando per tutto ciò che concerne il mondo!) è ora di finirla nell'etichettare i vari sessi anche perché ormai si sono invertiti; non sono più le donne ad essere il sesso debole è una solenne cazzata!
Ho sempre sostenuto la superiorità delle donne rispetto agli uomini (ho scritto secoli e secoli fa una mia speranza per il futuro che vede noi maschietti rinchiusi in enormi recinti e usati solamente per riprocreare e basta!) e la sostengo tutt'ora, anche perché ho alla base della mia affermazioni delle solide basi culturali e sociologiche; inanzi tutto le donne in media vivono dieci anni di più degli uomini (e ciò significa che biologicamente le donne sono più robuste degli uomini!) e sempre in media per ogni bambino maschio che nasce ne nascono tre femmine (sarà un caso? Non credo proprio!), questo vorrà dir pur qualcosa, a parte che la natura ha deciso all'alba dei tempi che le donne sopravviveranno agli uomini, è un dato di fatto, una certezza matematica (basti pensare a quanti vedovi ci sono e a quante vedove ci sono!)!
Per secoli e secoli le donne sono sempre state relegate a figura di contorno, messe all'ombra da figure maschili dominanti (i così chiamati maschi Alfa che poi tanto alfa non sono!) ma questo non ha indotto a far vedere chi è più importante in un rapporto di coppia, basti prendere una tipica coppia di qualche decennio fa, la moglie prima di sposarsi aveva un lavoro che doveva lasciare per accudire (un termine che odio tantissimo sappiatelo!) al focolaio domestico e ciò comportava: tenere in ordine la casa, fare la spesa, partorire un esercito di bambini, accudire l'esercito di bambini, fare il proprio dovere “coniugale” e tutto questo in ventiquattro ore in una giornata (che poi si riducono perché si dorme!), le mogli erano le prime a svegliarsi e le ultime ad andare a dormire con tutto il carico che avevano sulle spalle, e il marito? Semplicemente il marito si trovava tutto bello e pronto e andava a lavorare, punto, facendo due conti chi è che lavorava di più tra l'uomo e la donna? Esatto la donna (un'altro esempio a me “caro” sono le madri delle vittime degli anni di piombo, loro tenevano dritto e combattevano come delle leonesse furiose i padri finivano tutti male, chi suicidati, chi alcolizzati.... in poche parole chi aveva le palle erano le madri non i padri!) e questo fino a qualche decennio fa ma ora?
Ora le cose sono diverse (un po non del tutto ahimè!), le donne dopo il sessantotto (anche se storicamente parlando le vittorie del femminismo del sessantotto sono poche o nulla, l'aborto e il divorzio e basta, la parità, o meglio la reale parità non c'è ancora e dubito che ci sarà per molto tempo, infatti, li stipendi delle donne in media sono inferiori a quelli degli uomini!) hanno capito che il potere era a portata di mano, un potere molto esiguo ma sempre di potere si parla, c'è stata un'evoluzione importante, certi lavori che potevano farli solo gli uomini ora li possono fare anche le donne (sempre se lo vogliono!) ed è proprio dopo il sessantotto che il famigerato sesso forte si è incrinato per poi distruggersi definitivamente negli ultimi dieci anni, ora nel duemilaquattordici il sesso forte (e lo dico senza che nessuno possa smentirmi in alcun modo!) è la donna!
Dico questo guardandomi in giro, osservando bene i vari atteggiamenti dei maschietti e delle donne, di media i maschietti sono per la maggior parte dei cerebrolesi che sarebbero pronti a fare qualsiasi cosa per una fanciulla (basti pensare al caso di cronaca di Erica e Omar!), sono pronti a farselo buttare dove non batte il sole solo per un sorriso (e qui ritorniamo alla mia speranza dei recinti!) e va benissimo così, però è c'è sempre un però i nuovi maschietti (che a sentir loro sono tutti maschi alfa che riescono a scavare tunnel con il loro cazzo e che poi alla prova dei fatti sono babbei!) non riescono minimamente ad imporsi, sono “succubi” (e non è che la cosa sia un male intendiamoci!) e la cosa a lungo andare non va bene, ora mi spiego meglio!
Una donna a lungo andare si stuferà nell'avere uno zerbino senza spina dorsale e andrà in nuovi lidi che di solito sono sempre l'inverso degli zerbini, non sto dicendo che il maschio deve per forza fare a gara con le scimmie per avere una fanciulla (e mi scuso con le scimmie che sono animali meravigliosi e noi esseri umani [a mio modestissimo avviso!] dovremmo imparare da loro!) ma per lo meno essere meno zerbino ma ahimè il maschio moderno non ci riesce e rimane con il rancore nella mente per essersi accorto d'essere uno zerbino ed è proprio questo rancore inutile (dico zerbino ma potrei dire anche una separazione o quant'altro!) che porta i maschi a fare ciò che ogni essere umano sano di mente non farebbe, esatto, commettere crimini contro le donne (e qui a dirla tutta un po' di colpe le hanno anche le donne, che è una cosa che non capirò mai e poi mai è come fanno certe donne a stare con certi maschi che le picchiano o quant'altro, e non mi tirate fuori care lettrici la palla che quello “è un modo d'amare un po' diverso”, un po' diverso un cazzo, quello è tutto fuorché amore, se vi picchia voi semplicemente li attaccate il loro ammennicolo alla pancia con il Bostik e risolverete il problema alla base!) che reputo atti a dir poco vomitevoli, perché questi reati vengono sempre coperti dai maschietti come “Non ho fatto niente, è caduta dalle scale”, “S'è le cercate”, “Le ha volute perché la femmina deve stare al suo posto”, “E' mia moglie e non sono cazzi vostri” e quant'altro, ora potrò sembrare estremista (non dico di no!) ma per certa gentaglia ci può essere solo la gogna (e non mediatica ma fisica!) in una piazza pubblica e tutti le persone che lo vedono devono per leggere tirarli un calcio e così per tutta la sua vita, così magari impara qualcosina (ne dubito fortemente ma almeno ci spero!)!    

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E si è quasi in inverno, la centotrentaduesima puntata della Cimice, buona lettura! Di Maio (o che per lui!) sfida Renzi in un faccia a ...