mercoledì 30 luglio 2014

-Agorà-

-Agorà-


Hai sempre odiato le varie riunioni di famiglie, le feste comandate, le varie cene pranzi merende e quant'altro, avresti preferito restartene tranquillo sotto le bombe in una nazione qualsiasi in guerra ma le licenze sono obbligatorie e ti tocca usufruirne, il giornale per cui lavori ti ha costretto quasi con la forza di tornartene a casa, dopo sei anni sotto le bombe loro hanno pensato che era troppo, ora stai in redazione tutto il giorno a girarti i pollici, non c'è una storia degna d'essere raccontata e rimani lì con le mani in mano.
La tua cognizione del tempo è completamente fallata, non sai che festa è ma sai che sei stato “ufficialmente” invitato a un pranzo domenicale dove troverai tutti i componenti in vita della tua famiglia, nonni, nipoti, cugini, zii, parenti alla lontana e alla vicina e preferiresti non stare lì ma ci devi stare lo hai promesso e le promesse vanno mantenute.
Com'è fare il giornalista?”
Secondo te chi ha ragione e chi torto?”
Una ragazza per bene non potresti trovarla?”
Gu gu gu!”
Da quand'è che mangi carne, non l'hai mai mangiata e ora la mangi?”
Domande su domande che hanno solo una risposta semplice, mah, però, eh, è per questo che non mai i pranzi famigliari, vieni subissato da domande a cui non vuoi o non puoi dare risposta, sembra quasi che perché sei stato in ghiro per il mondo per anni tu sappia tutto di tutto e invece t'accorgi sempre più che più si girovaga e più non si conosce nulla, le uniche cose che sai sono li effetti devastanti di una mina anti uomo, di una bomba a mano, di un colpo inferto da un machete ma oltre a questo non sai più di tanto, ti sembra che le fazioni rivali siano sempre più simili, cambiano le parole e i modi di dire ma la sostanza non cambia.
Il pranzo comincia e la durata di quest'ultimo è a dir poco interminabile, le chiacchiere senza un senso vero, la politica, i malumori che sono sempre quelli da anni e anni, il politico in vista che sembra che possa salvare tutto e tutti e che poi tra qualche mese tutti s'accorgeranno che è uguali a tutti li altri e i discorsi s'affollano come larve su una carcassa, i primi commensali (quelli con bambini piccoli!) incominciano ad andarsene e la tavolata pantagruelica s'affievolisce sempre più fino a far rimanere in pochi, pochissimi!


Quando ormai i commensali si possono contare su le dita di una mana di un monco i discorsi diventano pettegolezzi e speri con tutto te stesso che ti squilli il cellulare per poter scappare via da quel ricettacolo di miasmi inutili e la chiamata non arriva e ti devi sorbire tutto questo stoicamente, qualcuno ti chiede il tuo parere e tu alzi semplicemente le spalle anche perché non conosci la Sig.ra X o il Sig. Y e se anche li conoscessi non t'interesserebbe nulla di loro, ascolti e non ascolti annoiato il fiume di parole fino al tuo congedo, vuoi andartene e con la scusa banale che si è fatto tardi te ne vai ma non prima di promettere contro voglia la tua presenza per la prossima domenica per un altro pranzo domenicale ed è lì che speri con tutto te stesso che scoppi una guerra in una nazione sconosciuta che rivendica qualcosa di inutile a un'altra nazione sconosciuta...

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E si è quasi in inverno, la centotrentaduesima puntata della Cimice, buona lettura! Di Maio (o che per lui!) sfida Renzi in un faccia a ...