venerdì 30 novembre 2012


Come ben si sa (è una notizia uscita sui giornali domenica venticinque novembre duemiladodici!) Big S. vuole lasciare il PDL e creare un nuovo sfavillante partito (a sentire lui ma tanto si sa che smentirà il tutto!) e io modesto scribacchino voglio darli un aiuto per il nome del nuovo partito, quindi meravigliosi lettori lasciate la scheda elettorale delle primarie e beccatevi questa lista del venerdì:

  1. Partito della figa italiana!
  2. Partito Big S. papa!
  3. Presidente non mollare!
  4. Per Pato ministro dell'istruzione!
  5. Un gagliardetto del Milan in ogni casa!
  6. Partito mi consenta!
  7. Partito ricchezza e libertà!
  8. Con Fede Big S. presidente!
  9. Partito festini notturni a go go!
  10. Escort libere!
  11. Partito veline italiano!
  12. Partito letterine italiano!
  13. Partito bastacherespiranochetantoiohosemprevoglia italiano!
  14. Partito i comunisti ci sono ancora fermiamoli!
  15. Libertà e figa!
  16. Libertà e Bunga Bunga!
  17. Partito patto d'alleanza con la Russia ma solo quella di Putin!
  18. Partito nipote di Mubarak!
  19. Forza Italia 2!
  20. Partito mediaset italiano!
  21. Partito pro abolizione dei programmi contro di me!
  22. Partito l'Italia si è desta ma io non sono ancora venuto!
  23. Priapi italiani!
  24. Partito pro Arcore capitale d'Italia!
  25. Partito ghe pensì mì!
  26. Partito ricchezza italiano!
  27. Milano 2 for ever!
  28. Milano 3 for ever!
  29. Libertà e democrazia a modo mio!
  30. Partito anti PM comunisti!
  31. Partito basta magnà!
  32. Partito De Lutri è un uomo d'onore!
  33. Partito feste burlesque a go go!
  34. Partito igieniste dentali con quindici lauree!
  35. Partito cacciamo Gad dall'Italia!
  36. Rinnovamento italiano pro festini!
  37. Partito porte girevoli nelle carceri per i miei amici!
  38. Partito “Non sapevo cosa facesse in giunta!”!
  39. Partito una statua di Big S. in ogni casa!
  40. Partito Arcore libera!   

giovedì 29 novembre 2012


-Il suicidio del sistema-

E’ così che viviamo, assorbendo, mettendo in relazione, organizzando le nostre esperienze in modi che esprimono i nostri personali e originali bisogni di riferimento”
William T. Vollmann
Come un’onda che sale e che scende”


Capita a tutti gli scrittori (degni dei questo nome o meno!) d’arrivare ad un punto d’incazzarsi, infatti, tutti gli scrittori (chi più chi meno!) prima o poi scrivono qualcosa del mondo in cui vivono (Joyce attaccava l’Irlanda attraverso articoli che ad una prima occhiata sembravano innocenti e casti, Eliot idem, Proust ha incentrato la Ricerca del Tempo perduto sulla sua esistenza giovanile [qui si aprono svariate scuole di pensiero sul perché abbia scritto la ricerca, secondo il mio modestissimo avviso la scritta per ricordare {e ricordo, per chi non lo sapesse che Proust quando ha incominciato a scrivere seriamente la ricerca era già avanti con gli anni e non è stato un work in progress incominciato in tenera età e finita da un uomo anziano!}com’era da giovane e per autoricordarsi cosa si provava ad esserlo!] cambiando i nomi dei personaggi principali ma è riuscito a scrivere uno spaccato d’epoca o meglio la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova!)… io ho fatto lo stesso con i miei suicidi del sistema, a oggi (Quattordici novembre Duemiladodici!) ne ho scritti duecentoventicinque, diciamo fin da subito che ho impiegato un bel po’ di tempo per dare la giusta careggiata (circa una ventina di suicidi della “prima serie”!), la giusta careggiata per questi scritti era il lasciare fluire i miei pensieri che mi potevano o meno venire leggendo (o venendo a sapere!) determinate notizie, lo devo ammettere, quando ho incominciato a scrivere i suicidi ero ancora convinto che la “buona politica” ci poteva esserci, mi sono dovuto ricredere subito o quasi!
Se dovessi fare un esame di coscienza sulla prima serie di questi suicidi devo dire che i primi cinquanta suicidi erano di una banalità estenuante (a parte uno che ho scritto in Israele dove ero in vacanza e dove il giorno dopo il mio arrivo ci fu un attentato alquanto sanguinosa a Gerusalemme e i media italiano non ne hanno fatto parola [ed è stato proprio questo fatto che mi ha fatto ricredere e molto sull’imparzialità e sulla libertà reale di stampa in Italia!), cercavo d’essere spigoloso e incazzato e il risultato era un’accozzaglia di luoghi comune e cose già dette da giornalisti e scrittori di gran lunga migliori di me, ci fu una svolta estremamente importante sul mio modo di concepire mentalmente (ebbene si tutti i miei scritti sono anticipatamente pensati a lungo prima di finire sulla “carta” ed è per questo che prendo raramente appunti… ho la piena fiducia della mia mente!), la svolta fu nel scoprire la prosa meravigliosamente ricca e incazzata di Giampaolo Pansa (giornalista dall’innegabile talento che è riuscito a parlar male del PD sul riformista [una delle tante testate di sinistra!] e del PDL e di Berlusconi su Libero [giornale palesemente schierato col PDL!], un giornalista che se anche scrive trenta pagine di articolo si riesce a leggerlo tranquillamente e che arrivati alla fine ci si arrabbia perché è finito!), leggendolo ho capito che strada doveva prendere i miei scritti politicamente incazzati, ovviamente non raggiungerò mai la prosa spiccia ma ricca di Pansa (e ci mancherebbe altro, sono un novizio poco brillante su questo argomento!) ma ho provato ad imitarlo (male a dire il vero anche perché su certi temi sono alquanto più scurrile di Pansa!) e in alcuni casi l’imitazione è pallidamente riuscita, la cosa che mi ha divertito di più in questa prima serie (perché la scrittura dev’essere divertente e piacevole per chi scrive se no i “pezzi” vengono insipidi e i lettori lo capiscono [ed è proprio per questo che credo che Pansa scriva solo quello che vuole come e quando vuole!] eccome se lo capiscono!) sono state le liste dell’odio (la genesi delle mie liste del venerdì ma anche per loro avranno un capitolo a parte!) dove vomitavo tutto il mio odio verso determinate etnie e verso i politici italioti (e se la memoria non m’inganna fu proprio in una di queste liste che ho coniato il termine Big S. rivolto a Berlusconi [e da questo termine ne sono nati molti altri!]!), forse queste liste sono stati i miei suicidi di questa prima serie più apprezzati!
Questa prima serie è nata che al governo si era insediato da poco Romano Prodi per poi passare lo scettro del comando a Berlusconi, questo passaggio mi ha fatto capire (parliamo della seconda metà della prima serie!) che sotto, sotto, i politici sono tutti uguali e la mia fiducia nelle istituzione è scemata fino a sparire e fu con questo spirito che dopo pochi mesi dal centesimo suicidio del sistema ho incominciato subito con la seconda serie!
Se nella prima serie avevo toccato punti tipicamente italiani (di politica in primo luogo e dell’italiano medio in secondo!) nella seconda serie ho voluto allargare timidamente i miei orizzonti verso il mondo, ho toccato fatti di storia moderna e non; la mia insana curiosità verso i famigerati anni di piombo (che collocavo all’epoca della seconda serie subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e finiti [per ora, anche se le notizie smentiscono questa mia consapevolezza!] con gli omicidi di Dantona e Biagi!) mi hanno portato a scrivere anche di storia, con questi suicidi del sistema (ne scrivevo anche due o tre a settimana per poi pubblicarli poi!) ho voluto dire la mia su determinati fatti (i morti neri e rossi degli anni settanta/ottanta!) la cosa che può suonare strana (ma non per i studiosi di storia!) è che più venivo a conoscenza di determinati fatti tipicamente italiani (di cui mio padre e mia madre ne hanno vissuto quasi in prima persona [la Milano anni settanta e ottanta non era poi così un paradiso pre boom!]!) più l’orizzonte s’allargava e più il territorio italiano era riduttivo e quindi eccomi a scrivere di politica estera del presente e del futuro (un suicidio del sistema dimostravo come l’America non si sia evoluta nel fare le guerre dai tempi della guerra di secessione!), fu in questa seconda serie che mi sono totalmente discostato da tutti i partiti politici e da tutte le correnti politiche anche perché sono fortemente convinto (e ancora ad oggi ne sono convinto!) che uno scrittore o giornalista non può (per essere imparziale!) appartenere a nessun partito politico o corrente che dir si voglia perché deformerà irrimediabilmente la realtà dei fatti distorcendoli per dare il contentino al partito a cui appartiene… lo devo ammettere in questa seconda serie ho scritto dei scritti veramente incazzati (in alcuni di questi ho rischiato querele [tipo quando ho dato a Bondi del povero coglione buono solo a leccare il culo a Big S.!]!)!) ma il periodo era pronto alla mia prosa incazzata…. Ora non lo so se lo è, infatti, i miei suicidi (i primi venticinque di questa terza serie!) sono molto sporadici e nonostante che non calcolo ciò che può accadere nell’immediata pubblicazione sul mio blog (se dovessi incominciare a pensare alle reazioni non scriverei più!) ma l’incazzatura che ha investito tutta la seconda serie ha preso posto alla rassegnazione è brutto scriverlo ma ahimè più vado avanti e più l’ottimismo che potevo o non potevo avere è scemato… non sono affatto negativo (e qui Marcello [di cui scriverò un capitolo di questa mia biografia!] mi è testimone!) ma realista… forse è meglio essere idioti e ignoranti o per meglio dire italiani medi!

mercoledì 28 novembre 2012

-Il suicidio del sistema Vol. 3 26 “Ghetto”-


Ultimamente molti social network si stanno alzando contro l'omofobia a causa di un ragazzino che si è ucciso, la notizia che è trapelata indicava che questo ragazzino presunto omosessuale si sia ucciso perché dei suoi compagnucci di classe hanno avuto la “brillante” idea di sfotterlo quotidianamente e di creare una fan page sui facebook, il tutto (a quanto sembra!) è nato a causa di una foto dove si vedeva questo ragazzino che indossava degli abiti rosa e quindi nelle menti ristretti significava che il ragazzino fosse gay senza sapere che forse non lo era (o forse si, ma calcolando la giovane età del suicida non è detto che avesse scelto il suo orientamento sessuale!), la cosa che ha del delirante è che ancora a oggi duemiladodici c'è gente che critica o sbeffeggia altre persone per come si vestono, tralasciando per un attimo che qualche anno fa il novanta per cento dei “maschioni etero e quindi alfa” indossava capi rosa perché facevano tendenza, come ho già scritto non bisognerebbe inorridirsi perché un ragazzino presunto gay si sia suicidato ma dovrebbe far inorridire che un ragazzino si sia suicidato a causa delle angherie subite (e fidatevi ne so qualcosa sulla cattiveria dei bambini!), il voler sempre mettere un'etichetta sulle persone porta inconsapevolmente alla ghettizzazione, ora mi spiego meglio!
Lascio per un secondo la parola a wikipedia (ho cercato il termine ghetto!):
 Il ghetto è un'area nella quale persone considerate (o che si considerano) di un determinato retroterra etnico, o unite da una determinata cultura o religione, vivono in gruppo, volontariamente o forzosamente, in regime di reclusione più o meno stretto. In realtà il termine nasce per indicare il quartiere della città in cui gli ebrei erano anticamente confinati ad abitare, e completamente rinchiusi durante la notte.


 
Ghetto di Venezia
Il termine ghetto deriva dal Ghetto Venezia del XIV secolo. Prima che venisse designato come parte della città riservata agli ebrei, era una fonderia di ferro (dal veneziano geto, pronunziato ghèto dai locali ebrei Aschenaziti di origine tedesca, inteso come getto, cioè la gettata di metallo fuso), da cui il nome. Alcuni affermano che la parola derivi daborghetto, "piccolo borgo" o dall'ebraico get, letteralmente "carta di divorzio".[senza fonte]
Dall'esempio del Ghetto di Venezia il nome venne trasferito ai vari quartieri ebraici. InCastiglia erano chiamati Judería e nei paesi catalani call. Vale la pena di notare che il quartiere ebraico di Venezia (il Ghetto), era una parte ricca della città, abitata da mercanti e prestatori di denaro. Ai non ebrei non era permesso di vivere nel Ghetto di Venezia, e i suoi cancelli venivano chiusi di notte. A differenza della vicina Mantovadove più di 2.000 ebrei venivano rinchiusi la sera nel ghetto, Vespasiano Gonzaga aSabbioneta dette rifugio alla popolazione di religione ebraica, non ghettizzandola.
Nel Medioevo non c'era obbligo, per gli Ebrei, di risiedere nel ghetto. In vari luoghi, inoltre, come ad esempio a Forlì, potevano possedere terreni e fabbricati. Col Cinquecento, la possibilità si restrinse ai soli fabbricati.[1]
Solo successivamente, dunque, ghetto andò a indicare un quartiere povero.
Nel 1555 Papa Paolo IV creò infatti il Ghetto di Roma ed emise la bolla "Cum nimis absurdum" che forzava gli ebrei a vivere in un'area specifica e prevedeva una serie di restrizioni particolari, che sarebbero poi state in vigore per secoli.
Papa Pio V raccomandò che tutti gli stati confinanti istituissero dei ghetti e nel corso del XVI e XVIII secolo tutte le città principali ne avevano uno (con le uniche eccezioni in Italia, di Livorno e Pisa).
 
Per approfondire, vedi la voce Lista dei ghetti ebraici d'Italia.
Nell'Europa Centrale del medioevo i ghetti esistevano a Praga, Francoforte sul Meno, Magonza e altrove. Non ci furono mai ghetti inPolonia né in Lituania. (A Cracovia, in Polonia, il ghetto medioevale, Kazimierz, era quasi una cittadina staccata da Cracovia con sue proprie mura, solo con l'espansione di Cracovia divenne un quartiere della città stessa).
I ghetti vennero progressivamente aboliti e le loro mura furono demolite nel XIX secolo, seguendo gli ideali della Rivoluzione Francese. Quello di Roma fu l'ultimo ghetto a venire abolito in Europa Occidentale, nel 1870.
Una tendenza diffusa, soprattutto negli Stati Uniti a partire dagli anni '90, è quella della ghettizzazione di lusso, ovvero quartieri dove si riuniscono e si "segregano" le parti più ricche della popolazioni, imprigionate in una cultura, economia, politica con sempre meno agganci con l'esterno, rendendo in questo modo il resto della città ininfluente e creando all'interno del ghetto una propria gerarchizzazione.[senza fonte]
I ghetti ebraici [modifica]
Le caratteristiche dei ghetti hanno subito molte variazioni con il passare del tempo. In alcuni casi, il ghetto era un quartiere ebraico con una popolazione relativamente benestante (ad esempio il ghetto ebraico di Venezia). In altri casi i ghetti connotavano impoverimento (ad esempio quello di Roma).
Gli ebrei non potevano acquisire terreni al di fuori del ghetto, e spesso nemmeno in quello. Dovevano in ogni caso vivere confinati all'interno dei ghetti, quindi durante i periodi di crescita della popolazione le case, spesso ormai piene, dovevano essere rialzate sempre di più. I ghetti avevano quindi strade strette e case alte e affollate. Ma la cosa più terribile era che il recinto del ghetto (proprio così veniva spesso chiamato) era chiuso da una o più porte. Queste venivano chiuse al calar del sole, per essere riaperte solo all'alba. Durante le ore buie gli ebrei non potevano per nessuna ragione allontanarsi dal ghetto. Spesso i residenti necessitavano di un visto per poter uscire dai limiti del ghetto anche durante il giorno.
I residenti del ghetto avevano il loro sistema giudiziario indipendente, come se si trattasse di una vera e propria piccola città nella città.
I ghetti nazisti [modifica]

 
Marzo 1941:Ingresso del ghetto di Radom,Polonia). La scritta sul cartello indica che l'ingresso nella strada è proibito a tutti i tedeschi, a firma del comandante della città, ufficiale delle SS e della polizia

 
Ghetto di Lublino. Dicembre 1940
Il nazismo ripristinò il sistema dei ghetti come tappa temporanea finalizzata alla realizzazione della «soluzione finale» in Europa orientale.
Durante la seconda guerra mondiale i ghetti servirono come contenitori in un forzosoprocesso di concentramento della popolazione ebraica, che ne facilitava il controllo da parte dei nazisti.
Gli abitanti dei ghetti dell'Europa orientale, trasportati da varie regioni europee, privati di ogni diritto, sottoalimentati e obbligati a lavorare per l'industria bellica tedesca venivano progressivamente deportati nei campi di sterminio durante l'olocausto.
Ghetto di Będzin
Ghetto di Białystok
Ghetto di Budapest
Ghetto di Cracovia
Ghetto di Częstochowa
Ghetto di Kolozsvár
Ghetto di Łachwa
Ghetto di Łódź
Ghetto di Lwów
Ghetto di Marcinkance
Ghetto di Mińsk Mazowiecki
Ghetto di Pińsk
Ghetto di Riga
Ghetto di Sosnowiec
Ghetto di Varsavia
Ghetto di Wilno
Ghetti afroamericani negli Stati Uniti [modifica]
Negli Stati Uniti, tra l'abolizione della schiavitù e l'introduzione della legge sui diritti civilidegli anni sessanta, regole discriminatorie (a volte codificate in legge[senza fonte]) costringevano spesso gli afroamericani delle aree urbane a vivere in determinati quartieri, che divennero anch'essi conosciuti come "ghetti", ad esempio Bronx a New York e Harlem a Manhattan. Poiché in questi quartieri dovevano vivere gli afroamericani di tutti i ceti, queste zone si affermarono spesso come dinamici centri culturali. Paradossalmente le leggi sui diritti civili degli anni '60, permettendo agli afroamericani più facoltosi di trasferirsi nelle "zone per soli bianchi" contribuirono al collasso economico di molti ghetti, il cui livello di benessere scese sotto la media, mentre gli indici di criminalità e di degrado urbano aumentavano.
La formazione dei ghetti e delle sottoclassi nere forma uno degli argomenti più controversi della sociologia.
In Losing Ground, Charles Murray sostiene che il liberismo creò dei poveri senza speranze. Murray sostiene anche che l'eleggibilità per i sussidi delle donne sole incoraggiò queste ad avere figli al di fuori del matrimonio, e che il sistema di assistenza sociale scoraggiò tutti dal lavorare. Questa teoria non ha incontrato una vasta accettazione. I suoi oppositori puntualizzano che negli anni settanta, quando il totale degli assegni di sussistenza diminuì, le nascite fuori dal matrimonio aumentarono. Murray inoltre non coglie il fatto che, anche se la percentuale di neri nati fuori dal matrimonio aumentò tra gli anni '60 e i '70, la percentuale di donne nere che avevano bambini fuori dal matrimonio diminuì.
In The Truly Disadvantaged, William Julius Wilson sostiene che l'accesso facilitato alla sussistenza ebbe poco effetto sulla decisione delle donne di avere dei figli. Wilson invece sostiene che fu lo spostamento dei lavori più umili nei sobborghi e nel sud degli Stati Uniti a causare l'isolamento economico dei neri nei ghetti: il cosiddetto "disadattamento spaziale". Wilson spiega che l'alta percentuale di nascite fuori dal matrimonio è dovuta alla mancanza di uomini sposabili, ovvero con un reddito fisso.
Roger Waldinger fornisce una terza teoria, meno conosciuta, sulla formazione dei ghetti, basata sulla discrepanza tra i salari che i neri si aspettano e quelli attualmente offerti per i lavori più umili. L'argomentazione appare principalmente nel libro Still the Promised City?, adattato dalla sua tesi di dottorato (PhD).
Waldinger osserva come ad esempio a New York i nuovi immigranti (coreani, pakistani, dominicani, messicani, peruviani, ecc.), riescano spesso a farsi strada meglio dei neri americani. Waldinger nota che i neri nati nel Sud degli Stati Uniti e nei Caraibi hanno introiti più alti di quelli originari del Nord degli USA. Secondo Waldinger i gruppi di immigranti beneficiano di nicchie nepotistiche, usandole per un mutuo aiuto: qualcosa che i neri non sono mai riusciti a fare. Waldinger sostiene anche che, per quanto alberghi e ristoranti offrano paghe molto basse, queste comunque surclassano quelle pagate in Messico, Africa o nella Cina rurale; quindi gli immigranti le accettano prontamente. Per contro, i neri degli Stati del Nord, che aspirano a una condizione migliore di quella dei propri genitori, disdegnano tali impieghi, finendo spesso a lavorare al di fuori dell'economia legittima.
Ovviamente si parla maggiormente dei ghetti allestiti dai nazisti durante la seconda guerra mondiale ma la ghettizzazione come la intendo io non è solo questo, a volte (i cinesi di prima e seconda generazione venuti in Italia per fare un piccolo esempio!) sono proprio certe etnie che vogliono isolarsi dal tessuto sociale, gli ebrei per esempio che tendono sempre a non voler venire a contatto con chi non è ebreo, oppure i primissimi cinesi che arrivavano in Italia (solo ora si stanno aprendo a chi non è cinese!), questa voglia di far gruppo è nell'animo umano, è ovvio che se uno straniero arriva in una terra che non è la sua la prima cosa che farà sarà cercare dei suoi connazionali e fin qui ho parlato della ghettizzazione “volontaria”, poi esiste la ghettizzazione non volontaria ovvero quella imposta da terzi, per fare un piccolissimo esempio gli omosessuali che vengono quasi costretti a ghettizzarsi dai etero sessuali ed è da qui che poi nascono i vari gay pryde (cosa che non approvo appieno anche perché secondo me una persona deve essere orgogliosa di se stessa a prescindere con chi va a letto!) e altre manifestazioni, questo nel duemiladodici è fuori dal mondo, quando per poter affermarsi come essere umano si ha bisogno di una manifestazione c'è qualcosa di base che non va, trovo imbarazzante (come essere umano in primis!) che c'è ancora gente che consideri l'omosessualità una malattia (se volete andate a leggere il mio De Bello torinese!) che c'è gente che ancora a oggi considera la parola “ebreo” come un'offesa, sono con queste basi che nasce il razzismo, l'idiozia dilagante porta ad essere sospettosi con cose che non si conoscono e il sospetto porta alla violenza (come l'assalto che alcuni ultras a Roma hanno fatto a discapito di un gruppetto di ebrei!) e risolvere i problemi con la violenza è sempre un male!
Sinceramente parlando a me non interessa se una persona va a letto con gli uomini, le donne o gli animali, se questa persona è intelligente per me sotto le coperte può fare ciò che vuole (ovviamente senza infrangere la legge!), basta che non voglia convincermi che io sono un povero idiota perché non la penso come loro (l'offendere la mia intelligenza mi fa saltare i cinque minuti!), forse sarò un cretino ma se le persona incominciassero a pensare più a se stessi senza rompere le palle agli altri sicuramente si vivrebbe meglio!    

-Il suicidio del sistema Vol. 3 26 “Ghetto”-


Ultimamente molti social network si stanno alzando contro l'omofobia a causa di un ragazzino che si è ucciso, la notizia che è trapelata indicava che questo ragazzino presunto omosessuale si sia ucciso perché dei suoi compagnucci di classe hanno avuto la “brillante” idea di sfotterlo quotidianamente e di creare una fan page sui facebook, il tutto (a quanto sembra!) è nato a causa di una foto dove si vedeva questo ragazzino che indossava degli abiti rosa e quindi nelle menti ristretti significava che il ragazzino fosse gay senza sapere che forse non lo era (o forse si, ma calcolando la giovane età del suicida non è detto che avesse scelto il suo orientamento sessuale!), la cosa che ha del delirante è che ancora a oggi duemiladodici c'è gente che critica o sbeffeggia altre persone per come si vestono, tralasciando per un attimo che qualche anno fa il novanta per cento dei “maschioni etero e quindi alfa” indossava capi rosa perché facevano tendenza, come ho già scritto non bisognerebbe inorridirsi perché un ragazzino presunto gay si sia suicidato ma dovrebbe far inorridire che un ragazzino si sia suicidato a causa delle angherie subite (e fidatevi ne so qualcosa sulla cattiveria dei bambini!), il voler sempre mettere un'etichetta sulle persone porta inconsapevolmente alla ghettizzazione, ora mi spiego meglio!
Lascio per un secondo la parola a wikipedia (ho cercato il termine ghetto!):
  Ghetto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

  Disambiguazione – Se stai cercando il singolo degli Statuto, vedi Ghetto/Non sperarci.

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Il ghetto è un'area nella quale persone considerate (o che si considerano) di un determinato retroterra etnico, o unite da una determinata cultura o religione, vivono in gruppo, volontariamente o forzosamente, in regime di reclusione più o meno stretto. In realtà il termine nasce per indicare il quartiere della città in cui gli ebrei erano anticamente confinati ad abitare, e completamente rinchiusi durante la notte.

Indice
  [nascondi] 1 Storia
2 I ghetti ebraici
3 I ghetti nazisti
4 Ghetti afroamericani negli Stati Uniti
5 Note
6 Voci correlate
7 Altri progetti
Storia [modifica]


Ghetto di Venezia
Il termine ghetto deriva dal Ghetto Venezia del XIV secolo. Prima che venisse designato come parte della città riservata agli ebrei, era una fonderia di ferro (dal veneziano geto, pronunziato ghèto dai locali ebrei Aschenaziti di origine tedesca, inteso come getto, cioè la gettata di metallo fuso), da cui il nome. Alcuni affermano che la parola derivi daborghetto, "piccolo borgo" o dall'ebraico get, letteralmente "carta di divorzio".[senza fonte]
Dall'esempio del Ghetto di Venezia il nome venne trasferito ai vari quartieri ebraici. InCastiglia erano chiamati Judería e nei paesi catalani call. Vale la pena di notare che il quartiere ebraico di Venezia (il Ghetto), era una parte ricca della città, abitata da mercanti e prestatori di denaro. Ai non ebrei non era permesso di vivere nel Ghetto di Venezia, e i suoi cancelli venivano chiusi di notte. A differenza della vicina Mantovadove più di 2.000 ebrei venivano rinchiusi la sera nel ghetto, Vespasiano Gonzaga aSabbioneta dette rifugio alla popolazione di religione ebraica, non ghettizzandola.
Nel Medioevo non c'era obbligo, per gli Ebrei, di risiedere nel ghetto. In vari luoghi, inoltre, come ad esempio a Forlì, potevano possedere terreni e fabbricati. Col Cinquecento, la possibilità si restrinse ai soli fabbricati.[1]
Solo successivamente, dunque, ghetto andò a indicare un quartiere povero.
Nel 1555 Papa Paolo IV creò infatti il Ghetto di Roma ed emise la bolla "Cum nimis absurdum" che forzava gli ebrei a vivere in un'area specifica e prevedeva una serie di restrizioni particolari, che sarebbero poi state in vigore per secoli.
Papa Pio V raccomandò che tutti gli stati confinanti istituissero dei ghetti e nel corso del XVI e XVIII secolo tutte le città principali ne avevano uno (con le uniche eccezioni in Italia, di Livorno e Pisa).

Per approfondire, vedi la voce Lista dei ghetti ebraici d'Italia.
Nell'Europa Centrale del medioevo i ghetti esistevano a Praga, Francoforte sul Meno, Magonza e altrove. Non ci furono mai ghetti inPolonia né in Lituania. (A Cracovia, in Polonia, il ghetto medioevale, Kazimierz, era quasi una cittadina staccata da Cracovia con sue proprie mura, solo con l'espansione di Cracovia divenne un quartiere della città stessa).
I ghetti vennero progressivamente aboliti e le loro mura furono demolite nel XIX secolo, seguendo gli ideali della Rivoluzione Francese. Quello di Roma fu l'ultimo ghetto a venire abolito in Europa Occidentale, nel 1870.
Una tendenza diffusa, soprattutto negli Stati Uniti a partire dagli anni '90, è quella della ghettizzazione di lusso, ovvero quartieri dove si riuniscono e si "segregano" le parti più ricche della popolazioni, imprigionate in una cultura, economia, politica con sempre meno agganci con l'esterno, rendendo in questo modo il resto della città ininfluente e creando all'interno del ghetto una propria gerarchizzazione.[senza fonte]
I ghetti ebraici [modifica]
Le caratteristiche dei ghetti hanno subito molte variazioni con il passare del tempo. In alcuni casi, il ghetto era un quartiere ebraico con una popolazione relativamente benestante (ad esempio il ghetto ebraico di Venezia). In altri casi i ghetti connotavano impoverimento (ad esempio quello di Roma).
Gli ebrei non potevano acquisire terreni al di fuori del ghetto, e spesso nemmeno in quello. Dovevano in ogni caso vivere confinati all'interno dei ghetti, quindi durante i periodi di crescita della popolazione le case, spesso ormai piene, dovevano essere rialzate sempre di più. I ghetti avevano quindi strade strette e case alte e affollate. Ma la cosa più terribile era che il recinto del ghetto (proprio così veniva spesso chiamato) era chiuso da una o più porte. Queste venivano chiuse al calar del sole, per essere riaperte solo all'alba. Durante le ore buie gli ebrei non potevano per nessuna ragione allontanarsi dal ghetto. Spesso i residenti necessitavano di un visto per poter uscire dai limiti del ghetto anche durante il giorno.
I residenti del ghetto avevano il loro sistema giudiziario indipendente, come se si trattasse di una vera e propria piccola città nella città.
I ghetti nazisti [modifica]


Marzo 1941:Ingresso del ghetto di Radom,Polonia). La scritta sul cartello indica che l'ingresso nella strada è proibito a tutti i tedeschi, a firma del comandante della città, ufficiale delle SS e della polizia


Ghetto di Lublino. Dicembre 1940
Il nazismo ripristinò il sistema dei ghetti come tappa temporanea finalizzata alla realizzazione della «soluzione finale» in Europa orientale.
Durante la seconda guerra mondiale i ghetti servirono come contenitori in un forzosoprocesso di concentramento della popolazione ebraica, che ne facilitava il controllo da parte dei nazisti.
Gli abitanti dei ghetti dell'Europa orientale, trasportati da varie regioni europee, privati di ogni diritto, sottoalimentati e obbligati a lavorare per l'industria bellica tedesca venivano progressivamente deportati nei campi di sterminio durante l'olocausto.
Ghetto di Będzin
Ghetto di Białystok
Ghetto di Budapest
Ghetto di Cracovia
Ghetto di Częstochowa
Ghetto di Kolozsvár
Ghetto di Łachwa
Ghetto di Łódź
Ghetto di Lwów
Ghetto di Marcinkance
Ghetto di Mińsk Mazowiecki
Ghetto di Pińsk
Ghetto di Riga
Ghetto di Sosnowiec
Ghetto di Varsavia
Ghetto di Wilno
Ghetti afroamericani negli Stati Uniti [modifica]
Negli Stati Uniti, tra l'abolizione della schiavitù e l'introduzione della legge sui diritti civilidegli anni sessanta, regole discriminatorie (a volte codificate in legge[senza fonte]) costringevano spesso gli afroamericani delle aree urbane a vivere in determinati quartieri, che divennero anch'essi conosciuti come "ghetti", ad esempio Bronx a New York e Harlem a Manhattan. Poiché in questi quartieri dovevano vivere gli afroamericani di tutti i ceti, queste zone si affermarono spesso come dinamici centri culturali. Paradossalmente le leggi sui diritti civili degli anni '60, permettendo agli afroamericani più facoltosi di trasferirsi nelle "zone per soli bianchi" contribuirono al collasso economico di molti ghetti, il cui livello di benessere scese sotto la media, mentre gli indici di criminalità e di degrado urbano aumentavano.
La formazione dei ghetti e delle sottoclassi nere forma uno degli argomenti più controversi della sociologia.
In Losing Ground, Charles Murray sostiene che il liberismo creò dei poveri senza speranze. Murray sostiene anche che l'eleggibilità per i sussidi delle donne sole incoraggiò queste ad avere figli al di fuori del matrimonio, e che il sistema di assistenza sociale scoraggiò tutti dal lavorare. Questa teoria non ha incontrato una vasta accettazione. I suoi oppositori puntualizzano che negli anni settanta, quando il totale degli assegni di sussistenza diminuì, le nascite fuori dal matrimonio aumentarono. Murray inoltre non coglie il fatto che, anche se la percentuale di neri nati fuori dal matrimonio aumentò tra gli anni '60 e i '70, la percentuale di donne nere che avevano bambini fuori dal matrimonio diminuì.
In The Truly Disadvantaged, William Julius Wilson sostiene che l'accesso facilitato alla sussistenza ebbe poco effetto sulla decisione delle donne di avere dei figli. Wilson invece sostiene che fu lo spostamento dei lavori più umili nei sobborghi e nel sud degli Stati Uniti a causare l'isolamento economico dei neri nei ghetti: il cosiddetto "disadattamento spaziale". Wilson spiega che l'alta percentuale di nascite fuori dal matrimonio è dovuta alla mancanza di uomini sposabili, ovvero con un reddito fisso.
Roger Waldinger fornisce una terza teoria, meno conosciuta, sulla formazione dei ghetti, basata sulla discrepanza tra i salari che i neri si aspettano e quelli attualmente offerti per i lavori più umili. L'argomentazione appare principalmente nel libro Still the Promised City?, adattato dalla sua tesi di dottorato (PhD).
Waldinger osserva come ad esempio a New York i nuovi immigranti (coreani, pakistani, dominicani, messicani, peruviani, ecc.), riescano spesso a farsi strada meglio dei neri americani. Waldinger nota che i neri nati nel Sud degli Stati Uniti e nei Caraibi hanno introiti più alti di quelli originari del Nord degli USA. Secondo Waldinger i gruppi di immigranti beneficiano di nicchie nepotistiche, usandole per un mutuo aiuto: qualcosa che i neri non sono mai riusciti a fare. Waldinger sostiene anche che, per quanto alberghi e ristoranti offrano paghe molto basse, queste comunque surclassano quelle pagate in Messico, Africa o nella Cina rurale; quindi gli immigranti le accettano prontamente. Per contro, i neri degli Stati del Nord, che aspirano a una condizione migliore di quella dei propri genitori, disdegnano tali impieghi, finendo spesso a lavorare al di fuori dell'economia legittima.
Ovviamente si parla maggiormente dei ghetti allestiti dai nazisti durante la seconda guerra mondiale ma la ghettizzazione come la intendo io non è solo questo, a volte (i cinesi di prima e seconda generazione venuti in Italia per fare un piccolo esempio!) sono proprio certe etnie che vogliono isolarsi dal tessuto sociale, gli ebrei per esempio che tendono sempre a non voler venire a contatto con chi non è ebreo, oppure i primissimi cinesi che arrivavano in Italia (solo ora si stanno aprendo a chi non è cinese!), questa voglia di far gruppo è nell'animo umano, è ovvio che se uno straniero arriva in una terra che non è la sua la prima cosa che farà sarà cercare dei suoi connazionali e fin qui ho parlato della ghettizzazione “volontaria”, poi esiste la ghettizzazione non volontaria ovvero quella imposta da terzi, per fare un piccolissimo esempio gli omosessuali che vengono quasi costretti a ghettizzarsi dai etero sessuali ed è da qui che poi nascono i vari gay pryde (cosa che non approvo appieno anche perché secondo me una persona deve essere orgogliosa di se stessa a prescindere con chi va a letto!) e altre manifestazioni, questo nel duemiladodici è fuori dal mondo, quando per poter affermarsi come essere umano si ha bisogno di una manifestazione c'è qualcosa di base che non va, trovo imbarazzante (come essere umano in primis!) che c'è ancora gente che consideri l'omosessualità una malattia (se volete andate a leggere il mio De Bello torinese!) che c'è gente che ancora a oggi considera la parola “ebreo” come un'offesa, sono con queste basi che nasce il razzismo, l'idiozia dilagante porta ad essere sospettosi con cose che non si conoscono e il sospetto porta alla violenza (come l'assalto che alcuni ultras a Roma hanno fatto a discapito di un gruppetto di ebrei!) e risolvere i problemi con la violenza è sempre un male!
Sinceramente parlando a me non interessa se una persona va a letto con gli uomini, le donne o gli animali, se questa persona è intelligente per me sotto le coperte può fare ciò che vuole (ovviamente senza infrangere la legge!), basta che non voglia convincermi che io sono un povero idiota perché non la penso come loro (l'offendere la mia intelligenza mi fa saltare i cinque minuti!), forse sarò un cretino ma se le persona incominciassero a pensare più a se stessi senza rompere le palle agli altri sicuramente si vivrebbe meglio!     

martedì 27 novembre 2012


-Una mattina qualunque-


Una volta mi svegliavo con l'odore del caffè che preparava mia madre ora con il rumore delle bombe e l'odore del fango, non è mai mattina quando ci fanno alzare per combattere, il sole lo vediamo dopo molte ore di trincea e non è mai un bel sole caldo ma bianco e freddo, glaciale, non è solo il fango o le costanti esplosioni a disturbarci ma il freddo, il tipico freddo umido che ti congela le ossa non esiste modo di riscaldarsi, più tenti e più si ha freddo, il fatto che dovrebbe far pensare è che anche il nemico è nella nostra identica situazione, hanno deciso di fare una guerra, la chiamano la grande guerra e intanto noi soldati moriamo come mosche pare che a nessuno dei vari “capi” interessi, siamo semplice carne da macello, guadagniamo un centimetro di trincea di giorno e ne perdiamo due di notte, sono mesi che continuiamo questo gioco, non siamo preparati a tutto questo, ci fanno fare le cariche dove il più fortunato perde un braccio o una gamba e il più sfortunato rimane senza vita nel fango, nessuno tra di noi sa se stiamo vincendo o perdendo, ogni tanto sembra che la fine di questa guerra sia vicina per poi ricrederci perché gli attacchi continuano senza mai fermarsi, siamo alla mercé del nemico e i vari generali e comandanti non se ne accorgono, usano paroloni come l'onore per la patria, il coraggio di noi volenterosi combattenti e altre idiozie a noi non interessa la nostra patria, vogliamo tornarcene a casa interi è questo il nostro unico pensiero, non c'interessa di guadagnare qualche centimetro o la bandiera o chi ci governa, vogliamo vivere o meglio sopravvivere a tutta questa follia siamo stufi di mangiare porcheria e di congelarci il culo, per cosa poi?
Per la supremazia bellica dicono, non siamo superiori a nessuno!
Per la nostra patria dicono, molti di noi non la vedranno più la patria!
Per l'onore dicono, non c'è onore nel morire dimenticato da tutto e tutti in una landa desolata e fredda!
Non c'interessa di essere eroi o di venir ricordati come tali, vogliamo semplicemente riportare la pellaccia a casa... 

domenica 25 novembre 2012


LE SUPERIORI (IN SECONDA MA PER POCO!)

All’epoca avevo raggiunto la comprensione che io a scuola non ci dovevo più stare, ero scostante, un cazzutissimo ribelle (ho tirato giù con un pugno una persiana della mia scuola solo perché mi avevano accusato [la professoressa di Biologia per l’esattezza!] di fare casino!), ci stavo male, odiavo il concetto di scuola, anche perché durante la pausa estiva avevo letto e molto e continuavo a farlo, quest’anno è stato l’anno della svolta, consideravo (e lo faccio tutt’oggi!) la scuola come una cazzo di prigione per le menti, in tutti quest’anni ho subito le peggiori angherie senza imparare nulla, ciò che so lo so grazie a mio padre e alla mia famiglia, non alla scuola, lo smacco lo avuto quando hanno consegnato i pagellini (ovvero le pagelle di metà anno!) , avevo un misero sei in italiano (nonostante le mie interrogazioni da dieci!) e un cinque in storia ( ame, che la storia la so…. Un cinque è come chiedere a Rocco Siffredi di ciucciare un cazzo!), ciò a portato (grazie al “valente” aiuto di mio padre che mi disse “Non è meglio se molli la scuola?”!) ha mollare la scuola e la mia “carriera “ scolastica, ho mollato la scuola con sommo dispiacere del mio professore d’Italiano (il Valenti che è stato [forse!] l’unico professore che mi ha capito e che credeva in me….!), a settembre ho mollato la scuola, non avrò mai il famigerato “pezzo di carta” (che non mi serve e non mi servirà nel futuro anche perché ne so più io d’economia di un laureato [con centodieci e lode alla Bocconi!]!), ciò che è successo dopo il mio abbandono della scuola è quasi storia, ho lavorato come magazziniere in una ditta che gestisco tutt’ora, per poi fare ciò che faccio tutt’ora… il consulente del lavoro!


Qui finisce la mia esperienza nelle scuole italiane, ciò che mi hanno dato? Poco a parte un’insicurezza di base che mi porto tutt’oggi addosso, posso dire che le scuole italiane non mi hanno creato una cultura (ciò che ho creato da me…. Anche considerando che se fosse perla scuola italiota non avrei mai letto Joyce o Proust, non avrei mai letto Kant o la filosofia che tanto amo!) ciò che sono me lo sono creato da me e senza la scuola (e se considero la scuola come una prigione della mente che inculca per la maggior parte cazzate nella mente di poveri ragazzi!) sono arrivato ad essere ciò che voglio essere, nonostante le varie ferite mentali che la scuola italiana mi ha inflitto….

   
                       

sabato 24 novembre 2012


LE SUPERIORI (LA MIA TERZA E ULTIMA VOLTA IN PRIMA!)

Quest’ultimo anno in prima superiore è stato un anno importante anche perché per la prima volta un professore credeva in me, si, sto parlando del professore Filippo Valenti, uno dei pochi che forse mi ha capito per ciò che ero, basta dire che facevo interrogazioni di una settimana (facendomi ben volere dai mie compagnucci d’allora!), all’epoca (ovvero il novantasei per la precisazione!) stavo scrivendo da tre anni, avevo già scritto poesie e racconti e mi credevo un cazzutissimo intellettuale (cosa che non ero e che non sono tutt’oggi!), quest’anno sono stato per la prima volta nelle superiori ad essere promosso, è stato un evento anche perché nessuno ci credeva e invece sono stato promosso, la cosa da ricordare è che ho avuto una pseudo storia che è finita in merda e il KGB!
Ora mi spiego, a inizio anno ho avuto una storia (che denominarla così è alquanto stronzo, visto che ci sono stato un mese e non ci ho fatto nulla!), il fatto sta che questa ragazza aveva presunte amiche che mi hanno fatto muro, ovvero, leggevano ciò che scrivevo e te traevano concetti paranoici, il KGB era formato da Viviana, Cristina e il loro amichetto (che a me sembrava gay e forse non lo è!), il loro rompimento di coglioni hanno reso sì che io lasciassi la mia ragazza dell’epoca, il loro “lavoro” consisteva nel fare telefonate anonime con minace, seguire la mia ex, e quant’altro, queste cose le ho sapute dopo, quando le ho sapute (ovviamente mi sono incazzato!) ma non potevo far nulla per ciò che avevano fatto, mi hanno rovinato una storia? Si, lo hanno fatto, ma si vede che quella storia non era così importante per me visto che lo lasciata e nonostante mi avessero fatto soffrire e molto, so che forse era meglio così…. Come so che non sono riuscite ad ottenere ciò che volevano ma quest’anno, il penultimo della mia carriera scolastica, è stato di gran lunga l’anno più formativo per la mia mente, perché ho scoperto cosa volevo realmente fare della mia vita…. Lo scrittore!
Avevo già incominciato a scrivere nel novantaquattro (un raccontino del cazzo su un ragioniere che si suicida e che finisce a fare il ragioniere in paradiso!) ma fu in quest’anno (anche grazie al prof. Valente che mi ha spronato!) che ho incominciato a scrivere seriamente, ed è da quest’anno che ho incominciato a scrivere e non mi sono mai fermato (anche perché a distanza di quasi vent’anni sto ancora scrivendo!), escludendo la malvagità del KGB che ho subito in quest’anno, posso dire con certezza matematica che nonostante tutto quest’anno mi ha fatto bene, sono uscito a giugno con dieci in italiano, nove in storia, sette in diritto e quant’altro e per la prima volta sono riuscito a passare la prima superiore…. Ciò che è successo dopo ha definito la mia chiusura estrema verso le scuole superiori italiane, sapevo di non essere un coglione (nonostante tutto!) e no0nostante una visita (quasi immancabile, con lo psicologo della scuola dovuta a una frase di una canzone che avevo scritto (“Oggi non c’è il sole” di Neffa per l’esattezza!) che sembrava (a vista dei soloni e professori che ne sanno una pagina più del libro!), che io avessi un  problema con la depressione….. si sono stato depresso ma non in quei anni, dopo, ho tentato di fare stronzate che ora non farei, ma che all’epoca mi sembravano logiche…. Lo psicologo scolastico (com’era comprensibile!), ha dichiarato che non avevo problemi e che anzi avevo un’intelligenza superiore alla massa, ciò ha portato (e di questo ne sono convinto anche se non ho le prove!) alla mia promozione in seconda…. La cosa è durata poco, molto poco!

venerdì 23 novembre 2012


Dopo secoli e secoli (che l'attendavate non dite di no!), ecco voi la mia fantomatica lista del venerdì, questa lista è assurdamente inutile, o meglio è utile se pensate come me che Disney era filo nazista (molte carte e commenti avvalorano questa tesi [tra cui il primo cortometraggio dei tre porcellini dove il lupo cattivo è l'archetipo dell'ebreo!]!) e quindi questa lista spiegherà cosa voleva dire nei suoi film il “mago dell'animazione americana”, quindi meravigliosi lettori lasciate per un attimo la vostra copia della biografia di Hitler e beccatevi questa lista (ovviamente questa lista si basa sulle mie intuizioni!)!

  1. Biancaneve: è un palese elogio delle spie naziste che s'intrufolano in un paese ebraico e li sconvolge il normale funzionamento di quest'ultimo!
  2. Pinocchio: fa vedere che i ladri e i monelli e tutti i cattivi sono palesemente ebrei!
  3. Fantasia: Approva l'uso di L.S.D. Nell'esercito nazista!
  4. Dumbo: Propaganda pura filo nazista dove anche chi non è ariano puro può aiutare l'esercito a vincere!
  5. Bambi: Il cacciatore uccide la madre di Bambi e ovviamente il cacciatore è ebreo!
  6. Saludos Amigos: Ovvero come il nazismo parla altre lingue oltre al tedesco!
  7. I tre cabaleros: Idem come sopra!
  8. Musica, maestro!: Ovvero un opera dove i nazisti vengono ritratti non solo come potenza bellica ma anche come potenza canora!
  9. Bongo e i tre avventurieri: Ovvero come i nazisti vedono chi non è tedesco!
  10. Lo scrigno delle sette perle: una favola incentrata sulla ricchezza morale dei nazisti!
  11. Le avventure di Ichabod e Mr. Toad: Ennesimo film antisemita, basti guardare i nomi dei personaggi!
  12. Cenerentola: Come il complotto sionista può rendere povera un'ariana ma che grazie alle amorevoli cure di una matrona magica nazista riesce ad elevarsi al rango di principessa!
  13. Alice nel paese delle meraviglie: Una ragazzina ariana cerca di capire il folle mondo semita!
  14. Le avventure di Peter Pan: Ovvero come un giovane nazista riesce a sconfiggere un pirata ebreo!
  15. Lilli e il vagabondo: un contentino per i colleghi fascisti italiani!
  16. La bella addormentata nel bosco: Ovvero come un'ariana viene avvelenata da una donna ebraica ma che per fortuna un soldato tedesco riesce a risvegliarla con un nazistico bacio!
  17. La carica dei 101: Ovvero come l'esercito tedesco (anche se ridotto al lumicino!) può sconfiggere l'impero sovietico!
  18. La spada nella roccia: Una biografia di Hitler!
  19. Il libro della giungla: ennesimo film propagandistico che fa vedere una sequela di razze inferiori rispetto al popolo tedesco!
  20. Gli aristogatti: Denota come i nazisti amino gli animali!
  21. Robin Hood: Ovvero come è nato il nazismo!
  22. Le avventure di Winnie Pooh: Ovvero come creare un nucleo nazista in mezzo ad un bosco!
  23. Le avventure di Bianca e Bernie: Un film elogio sull'aviazione tedesca!
  24. Red e Toby – Nemiciamici: Ovvero un film denuncia su come dopo la guerra gli ebrei hanno voluto indietro i propri averi!
  25. Taron e la pentola magica: Film mistico sul misticismo nazista!
  26. Basil l'investigatopo: un film denuncia sui servizi segreti inglesi!
  27. Oliver & Company: Un film sul nazismo americano!
  28. La sirenetta: Film sulle varie diversità nazista (da notare che la regina cattiva dei mari assomiglia a una tipica madre ebrea!)!
  29. Bianca e Bernie nella terra dei canguri: Un film dove si teorizza una conquista da parte dei nazisti contro la terra dei canguri!
  30. La bella e la Bestia: Uno dei pochi film romantici nazisti!
  31. Aladin: Film elogio per le frange naziste nel nord Africa!
  32. Il Re Leone: Ennesimo film biografia su Hitler!
  33. Pocahontas: Film che mostra l'inferiorità dei paesi tribali rispetto al potente paese tedesco!
  34. Il gobbo di Notre Dame: Mostra come le donne ebraiche siano tutte prostitute!
  35. Hercules: Un altro film biografia su Hitler!
  36. Mulan: Un film elogia verso la dittatura maoista in Cina (molto simile alla dittatura nazista in Germania!)!
  37. Tarzan: Come per il libro della giungla un film che mostra l'inferiorità delle razze “inferiori” rispetto alla superiorità del popolo nazista!
  38. Fantasia 2000: Un remake del precedente Fantasia!
  39. Dinosauri: Film che mostra come i nazisti non siano creazionisti!
  40. Le follie dell'imperatore: Film propaganda contro l'impero britannico!   

giovedì 22 novembre 2012


LE SUPERIORI (IL SECONDO ANNO IN PRIMA IN UN’ALTRA SCUOLA!)

Finita l’esperienza di Via Pace (all’epoca l’I.T.S.O.S. si trovava lì, ovvero vicino al palazzo di giustizia e se avete fatto caso alle date [1994!] potete ben vedere chi incontravo quando uscivo da scuola….!) sono entrato per la seconda volta in prima (e non sarà l’ultima!) allo Zappa, ovvero ragioneria, la scuola dove mio fratello si era diplomato (ebbene si, mio fratello è ragioniere!), la cosa che mi ha lasciato stranito era che non ero il più grande nella mia classe, infatti, l’anno prima ci fu una moria di bocciature, in pratica eravamo quasi tutti dell’ottanta (alcuni del settantanove!), quest’anno fu molto importante perché ha cementato il mio anticonformismo estremo, odiavo la scuola e ciò che rappresentava (e che rappresenta!) ma volevo (all’epoca!) un pezzo di carta e quindi sono stato bravo e buono e ho frequentato tutte le lezioni (ho fatto tipo quattro assenze e tre ritardi in tutto l’anno!) anche quelle più noiose, ma quest’anno è stato caratterizzato da un figlio di puttana di professore, tale Morello, un ingegnere fisico fallito che si era ritrovato a insegnare alle superiori e fidatevi era la cosa più lontana dall’essere un professore, ci fu un caso, un caso specifico che ha scritto la parola bocciatura per questo anno scolastico.
All’epoca ero intrippato col Giappone e quando salutavo m’inchinavo leggermente, il fatto è che lo facevo con tutti e tutte, il brutto è che a settembre (quindi a inizio anno!) ho “osato” farlo a codesto professore e lui con la tipica aria (tipicamente italiana!) da mafioso mi ha giurato che mi avrebbe bocciato, così fu, riuscì a manipolare talmente bene gli altri professori che a giugno risultavo con tutte le materie sotto il sei (nonostante il nove in Italiano e il sette in diritto!) ma parliamo bene di questo immenso figlio di puttana!
Per un errore burocratico il losco e alquanto FDP aveva tutti i giorni d’insegnamento nella mia classe, in pratica avevo questo scarafaggio perennemente alla cattedra (in teoria ci doveva “insegnare” informatica e come programmare e invece non ha mai fatto una cazzo di lezione d’informatica [il che non è vero ne ha fatte…. Due in tutto l’anno ma visto che lui in primis non ne capiva un cazzo di computer riteneva che era inutile insegnare la programmazione!]!) questo “professorone” mi aveva preso di mira (so che molti studenti sostengono che i professori li odiano ma nel mio caso questo figlio di puttana mi aveva preso di mira sul serio, anche perché rispondevo e non le “mandavo a dire”!), infatti, si divertiva a interrogare con i numeri della tombola (e non sto scherzando!), ovvero, aveva un sacchetto con i numerini della tombola, estraeva un numero che coincideva con un nome, ora voi meravigliosi lettori penserete che facendo così sia un metodo democratico per interrogare… si col cazzo, il brutto è che (guarda caso!) estraeva sempre il numero abbinato al mio nome, ciò vuol dire che tentava d’interrogarmi tutti i giorni, io orgoglioso (e tutto stronzo nel cervello!) m’alzavo e dicevo che non volevo essere interrogato e quindi mi beccavo un due tutti i giorni, la cosa non m’importava più di tanto anche perché stava nascendo in me la mia vena umanistica, ovvero in quest’anno ho incominciato a scrivere seriamente (il mio primo raccontino lo scritto nel novantaquattro ma sulla mia scrittura ne parlerò in un altro capitolo!) e le svariate materie scientifiche le ritenevo una becera rottura di cazzo (poi mi sono ricreduto ma questa è un’altra storia!), quindi se quel lurido e insulso figlio di puttana mi dava due non m’importava, adoravo (e adoro tutt’oggi!) la storia, la cultura umanista e tutto ciò che ne fa parte (filosofia in primis!)!
Quell’anno sono stato bocciato, come ho già scritto (e non voglio ripetermi!) la mia bocciatura è stata grazie a quel fetido professore fallito, ma finalmente alla mia terza volta in prima superiore sono riuscito a farmi promuovere anche se il tutto era contornato dai soliti psicologi scolastici!

mercoledì 21 novembre 2012


-Il suicidio del sistema Vol. 3 25 “Ma parliamone”-


Non sono mai stato religioso, anche perché nella mia famiglia mi hanno sempre insegnato a pensare con la mia testa e non con quella degli altri (infatti è proprio per questo che aborro le tessere dei partiti e tutte quelle cose così!), le religioni (e qui si parla del cristianesimo, dell'ebraismo e del musulmanesimo!) hanno sempre provato a impecorire le menti, in molti casi ci sono riusciti (basti guardare le leggi insulse che l'ebraismo e l'islam impongono ai loro fedeli o alla preferenza di voto che la “santa romana chiesa” consigliava durante la messa della domenica!), oggi voglio (o almeno cercherò!) smontare molte cazzate che le religioni impongono ai loro fedeli (essendo agnostico e non ateo preannuncio che credo nell'esistenza di un Dio ovviamente non è il Dio che le tre religioni monoteistiche affermano di conoscere ma un Dio come io immagino [e teorizzo che sia!] un Dio!), partiamo subito con il maiale, per gli islamici e gli ebrei è un'animale impuro, ok, benissimo, partendo dal presupposto (tipicamente umano!) che ogni essere vivente ha la sua controparte (un po' come nei fumetti per intenderci [l'arcinemico!]!) quindi Dio ha come controparte il diavolo (che non è satana visto che è [o meglio così se lo immaginano gli ebrei!] un angelo atto a tentare i fedeli ma angelo rimane, un'altro discorso [tipicamente cristiano che sono paranoici di natura!] è Lucifero che era un angelo che ha osato ribellarsi!), quindi di logica il maiale lo ha creato il diavolo?
Ma sbaglio o nella Genesi non si parla del diavolo, sbaglio o è stato Dio ha creare TUTTI GLI ANIMALI quindi di logica il maiale lo ha inventato Dio, partendo da questo presupposto (che non può essere smentito da nessun teologo!) se Dio ha creato un animale impuro ciò mi fa pensare che Dio non è perfetto sicché se Dio non è perfetto non può essere Dio, so che ora molti diranno che Dio ha inventato il maiale per far sì che gli ebrei e i mussulmani tentino a cadere in tentazione, ma perché dovrebbe farlo? Che senso avrebbe? Calcolando che si credono i popoli eletti (da chi poi non si sa ma loro si credono così!) ma perché Dio dovrebbe prendersi la briga di creare qualcosa che faccia cadere in tentazione i pii uomini? Non è che peccano un po' di ybris?
I cristiani che al primo sguardo non sono così rigidi hanno anche loro le loro magagne, facciamo un piccolo esempio, il cristiano credente in teoria di venerdì dovrebbe mangiare sempre di magro, io sinceramente (sono stato cresciuto in un paese strettamente cristiano e quindi la mia cultura, volente o nolente è impregnata di cristianesimo!) non ho mai visto un devoto cristiano mangiare di magro di venerdì ma anzi, hai voglia delle abbuffate, un'altro fatto che lega in modo indissolubile le tre religioni monoteistiche sono le donne!
Le donne nelle religioni monoteistiche vengono considerate meno che niente, però nel cristianesimo le figure più di spicco sono donne (Maria [non madonna che significa signora nell'idioma medioevale!] e Maddalena!), nell'Islam vengono promesse sette vergini per chi muore nell'Islam (una domanda che mi sono sempre posto è se sono sette vergini quando si fa sesso [ovviamente nell'Islam e ovviamente solo gli uomini!] e perdono la loro verginità vengono sostituite o le sette rimangono vergini per l'eternità?), nell'ebraismo a parte sporadiche apparizioni di donne forti quest'ultime vengono considerate come coloro che devono preservare la casa e l'ebraismo (ebbene si è la madre che rende un bambino un bambino ebreo e non l'uomo nonostante lo scarso valore che l'ebraismo dedica alle donne!), altri esempi, i preti cristiani vanno in giro normalmente (con il loro bel collare bianco al collo come dei fedeli cani di un proprietario morto duemiladodici anni fa!) le suore (che ribadisco sono un abominio per il genere umano!) devono essere velate da capo a piedi, perché? Per non far cadere in tentazioni gli uomini, ora voglio vedere chi si tromberebbe una suora vecchia e inacidita in perenne stato mestruale, per l'Islam è ancora peggio, tutte le donne devono essere coperte da capo a piedi, il perché è la stessa motivazione che usano per le suore (per gli ebrei ortodossi costringono le donne a raparsi a zero per poi farle indossare delle parrucche [non è meglio non rasarle?]!), questa cosa la trovo fuori dal mondo, anche perché sia nel nuovo testamento che nel Corano nessuno parla di velare le donne quindi perché lo fanno? Semplice perché le religioni hanno paura della sessualità usato all'infuori dell'atto di riprocreare, quindi tornando al Dio perfetto che non può sbagliare, perché allora Dio ha creato gli ormoni? Non faceva prima a far sì che la prima erezione nell'uomo avvenisse due minuti prima che quest'ultimo si sposasse? E qui sempre i soliti soloni dei miei coglioni diranno che esiste la tentazione ma se si vuole andare in paradiso bisogna dire no a queste tentazioni, benissimo, io voglio vedere un ragazzino di undici anni che essendo un pio “fanciullo” non si tocca ma che fa sesso per la prima volta a ventidue/ventitré anni alla prima notte di nozze... che coglioni pieni avrà? A parte che molto probabilmente non saprebbe dove infilarlo ma questo è un'altra discussione!
Potrei parlare delle spose bambine che vanno tanto di voga nel mondo dell'Islam (a oggi si possono sposare bambine di nove e ripeto NOVE anni!) o dei matrimoni combinati nel mondo ebraico (in pratica con le prime mestruazioni la donna ebraica è pronta per essere sposata e si vedono sempre più coppie di ragazzini con passeggini e quant'altro in giro per Israele!), potrei parlare della mia teoria sul celibato dei preti (un atto per non far disperdere le ricchezze di una parrocchia con la dovuta eredità alla moglie!) potrei benissimo parlare di ciò che succede nei collegi gestiti da preti (violenze sessuali e corporali e il costringere ragazzini ad atti d'omosessualità violenti!) ma non vorrei sparare sulla croce rossa, tanto loro continueranno a fare ciò che stanno facendo fregandosene dell'evoluzione del mondo, vogliamo mettere credere in un presunto rabbino santone che si è fatto crocifiggere o di un vecchietto barbuto che si è messo a incidere le sue leggi su due tavole di pietra o di un commerciate arabo che sposandosi una vecchia araba ricchissima (guarda caso!) ha trovato la fede e grazie a quella è riuscito (toccando una pietra nera!) a volare (che manco Superman ci riuscirebbe!)?    

martedì 20 novembre 2012


-Il fù-


Tutto era diverso, quando stavo bene, tutto era più bello, quando stavo bene, una volta, tanto ma tanto ma tanto ma tanto tempo fa avevo passioni, amori, sentimenti, avevo un qualcosa dentro che ora non ho più, mi ricordo che pensavo lucidamente una volta, quando ero strana pensavo, pensavo molto a quel tempo, riuscivo quasi a ragionare, su cosa o su chi ragionavo non me lo ricordo ma so che lo facevo e all'epoca era una bella sensazione pensare, ma ora non penso più, non ragiono più, non sogno più, un profondo e immenso e senza fine buco nero, non c'è nulla, non ho più nulla, dopo la “cura” non ho più nulla, sono viva ma non lo sono nello stesso tempo, una candela arrivata al capolinea che non vuole e non può spegnersi, dicono che la “cura” mi abbia fatto bene, che mi ha fatto guarire quasi del tutto dalla mia malattia, anche se io non mi sono mai sentita malata ma secondo loro ero molto malata e quindi hanno usato una cura e questa cura mi ha svuotata, chi sono? Non lo so, cosa sono? Non lo so, cosa diventerò? Ancora nulla... sono qui che guardo fuori dal finestrone e non riesco ad apprezzare ciò che vedo, credo che sia una bella giornata di primavera, lo credo perché il prato è verde, e gli alberi stanno sbocciando e stanno diventando rigogliosamente fioriti, dai pochi ricordi che ho so che esiste una stagione all'anno che si chiama primavera, forse da qualche parte esistono degli uccellini che cinguettano, qui no, ci sono solo delle persone nel giardino che stanno fuori a prendersi la temperatura mite di questa giornata, io non posso uscire perché dicono che potrei fare qualcosa che rendere invivibile la vita a quelli che possono uscire, io non mi vedo come un pericolo ma “loro” dicono di si... non posso controbattere anche perché non ho parole per farlo, non ho pensieri per farlo, quindi guardo fuori e spero (ho ancora speranze?) che non mi facciano più la “cura”... so che me ne faranno un paio questo pomeriggio... 

lunedì 19 novembre 2012


LE SUPERIORI (IL PRIMO ANNO IN PRIMA!)

Bisogna ricordare l’anno in cui ho varcato per la prima volta l’I.T.S.O.S. (ovvero la mia prima scuola superiore prima di passare allo Zappa ovvero ragioneria!), era il millenovecentonovantaquattro, quest’anno per l’Italia (e per gli amanti del grunge!) fu un anno terribile, per l’Italia perché Big S. diventò primo ministro (per il grunge perché Cobain si suicidò [e me lo ricordo bene quel giorno anche perché nel giardino della scuola ci fu una specie di veglia funebre in onore al cantante dei nirvana!]!), faccio ricordare l’evento di Big S. perché all’epoca ci fu una delle più massicce autogestione che l’Italia abbia mai registrato, tra gli studenti il pensiero fisso era un ritorno al fascismo (e non sto scherzando, ho sentito gente [palesemente di sinistra!] che palesava una fuga da qualche parte!), all’epoca non ne sapevo nulla di politica ma nella mia incoscienza pensavo che tutti avessero votato Big S., non era così.
Spendo due paroline sull’I.T.S.O.S. era una scuola sperimentale (pare che dovesse insegnare cinema e teatro!) il brutto era che ho passato molti mesi senza avere l’insegnante fisso ma supplenti, l’unico ricordo vivo che ho (nei pochi giorni che ho frequentato la scuola!) sono tre professoresse, una di sociologia che era più larga che lunga e che era rosso prugna l’altra era la professoressa di francese che parlava di tutto tranne che di francese e una mitica professoressa di educazione fisica (che ho rivisto anni dopo e mi ha detto palese, palese “Hai fatto bene a lasciare quella scuola di merda!”), quest’anno ha visto la mia entrata in campo nelle schiere dei bigiaioli (ovvero coloro che “marinavano” la scuola!), credo che i miei compagni di classe non mi abbiano mai visto in classe o quasi, diciamo che le ore che ho passato in classe sono di gran lunga inferiori alle ore passate fuori!
Ebbene si bigiavo praticamente tre giorni su cinque, cosa facevo? Semplice andavo in giro (con il tipo con cui ho fatto il famoso incidente sull’autostrada [non Simone che ho conosciuto dopo un po’ di tempo!]!), nel mio girovagare per Milano il mio essere Nerd è aumentato, infatti, andavo in fumetterie (all’epoca la fumetteria più figa di Milano era “La borsa del fumetto” che aveva da poco allargato i suoi spazi e all’inaugurazione della nuova sede invitarono Jim Lee e molti disegnatori dell’allora Wildstorm… un evento a dir poco Nerd!), giocavo a carte (anche Magic, ebbene si esisteva Magic fin dall’inizio degli anni novanta pischelli!), girovagavo per Milano insomma, sono stato anche beccato da mio padre, da allora bigiavo solo nelle ore di religione (un’ora da cinquanta minuti dove io e un mio compagnuccio dell’epoca [Nerd pure lui!] di cui non ricordo affatto il nome, andavamo alla Borsa del Fumetto e ritornavamo indietro!), ovviamente sono stato bocciato quell’anno, non tanto per i voti bassi ma tanto per le assenza, in pratica risultava dalla mia pagella che avevo saltato il novanta per cento delle lezioni non che i miei voti fossero eccezionali (saltavo in pratica tutte le verifiche, le interrogazioni e quant’altro!), comunque sono stato bocciato per la mia prima volta e non fu l’unica!

domenica 18 novembre 2012


LE MEDIE

Alle medie non ho cambiato scuola, ho passato tre anni nella stessa squallida scuola media, devo ammettere che in questo triennio ho conosciuto professori degni di questo nome (Franzolin in primis che era un vero e proprio genio per come considero la genialità io, era e forse è un professore di Tecnica [ovvero di disegno geometrico!] ma riusciva a parlare di tutto, oltre a lui c’è ne sono stati altri, la professoressa di sostegno [si avevo una professoressa di sostegno anche alle medie!] Rita [di cui ignoro il cognome!], la supplente tettona [che non portava il reggiseno!] d’Italiano che è stata la professoressa che è riuscita a sospendermi da scuola [ma di questa storia c’è tempo…. Ne parlerò poi!]… per il resto non mi ricordo nessuna professoressa/professore degno di nota!) ma ciò che mi ha distrutto non sono stati i professori ma determinati studenti!
Il passaggio dalle elementari (per me [come avrete letto!] disastrose e poco concludenti visto e considerato che mi porto a tutt’oggi le lacune delle elementari!) alle medie è per tutti i bambini uno shock, all’epoca (era il novantuno!) ero ancora un bambinello scemo buono ed educato…. Ciò non mi è servito alle medie, ero quotidianamente tiranneggiato da due loschi figuri (che spero stiano passando i loro giorni a San Vittore [ovvero il carcere di Milano!]!), Claudio Piras e Vito Cavorsi, il primo un figlio di un sardo (da come si nota dal cognome!), il suo problema era che voleva essere qualcuno a tutti i costi (Claudio Piras mica il padre!) e quindi si accollava loschi figuri degni de :”Il romanzo Criminale” di Cataldo, il secondo Vito Cavorsi è figlio di un autista di TIR che è stato beccato con un carico di cocaina e quindi arrestato e lui (sempre il figlio!) bullandosi di questo si credeva un Totò Riina dei poveri, questi due loschi figuri mi hanno rovinato la vita e non sto scherzando!
Com’era già successo alle elementari anche alle medie venivo considerato un povero ebete, ciò comporta di visite di psicologi infantili, e come sempre sono uscito come una sotto specie di genio (odio questo termine perché io non ho inventato nulla, al massimo ho allargato gli svariati orizzonti che altri avevano dato ne più ne meno!), i professori e professore dell’epoca non capivano, mi vedevano come un ragazzino taciturno che non parlava e che preferiva starsene per i cazzi suoi piuttosto che andare a mischiarsi con le persone o compagnucci che dir si voglia, questi tre anni sono passati abbastanza veloci, o meglio nel senso, la strada didattica è stata veloce (non ho imparato un cazzo in quei tre anni ma veramente nulla!), ciò che non è passato sono state le angherie e la violenza che ho subito in quei tre anni…
Parliamo di bullismo becero, quotidianamente venivo pestato, è un dato di fatto, avevo paura ad andare a scuola (calcolate che all’epoca ero mingherlino quasi come un bambino del Biafra e già all’epoca ero già un Nerd conclamato!), pensate come cazzo è stata la mia vita alle medie con due delinquenti (Claudio Pira e Vito Cavorsi!)  che mi aspettavano fuori da scuola solo per picchiarmi, mi ricordo che una mattina mi hanno sbattuto la testa contro ad un muro per una decina di minuti…. Ho pianto per il dolore e nonostante questo (e tutti sapevano che quei due figli di titaniche troie!) i professori non hanno fatto nulla ma anzi in colloquio hanno detto hai miei che io facevo comunella con loro due… la cosa è delirante anche perché i due delinquenti fumavano in bagno in terza media, io stavo uscendo dopo una pisciata mi hanno sorpreso (il bidello tutto stronzo a dirla tutta!) con i due delinquenti, il bidello ha dedotto che io facevo comunella con loro due ed è andato a riferire il tutto…. Ciò ha comportato che io vengo bollato come un delinquente e ciò comporta nuove sedute dallo psicologo, il quale ha confermato ciò che già si sapeva…. !
A parte la violenza quotidiana ho superato anche le medie,  con un odio estremo ma le ho superate, ora so che penserete che il bullismo becero sarebbe finito con le superiori... no, non è stato così.... sono stato picchiato anche alle superiori.... ma ora voglio parlare della mia sospensione!
Nella mia “carriera” scolastica posso annoverare una sospensione in seconda media, nonostante la mia scostante voglia di appartenere ad un gruppo sono stato sospeso (forse la prima in quella scuola media… ma in fin dei conti io risultavo come un criminale psicopatico cha andava a braccetto con dei farabutti!), ciò che mi ha fatto sospendere per due giorni è stato che la professoressa tettona (che non portava il reggiseno e che, canaglia, continuava a chinarsi!) che mi aveva dato dei compiti a casa da fare…. Non li ho fatti e ciò ha portato alla mia sospensione, la cosa delirante è che codesta professoressa aveva un occhio di riguardo nei miei confronti e la sospensione forse è stata dovuta come uno sprono delle mie facoltà mentali… di questo ne sono convinto… Ciò che ha comportato la mia sospensione è stata il buttare i miei fumetti e i miei giocattoli voluto da mio padre, peccato che non ho buttato nulla e che tenevo il tutto sopra ad un armadio!
Sono uscito dalle medie (dopo l’esame di stato dove ho preso gravemente insufficiente in matematica e ottimo in Italiano e con un esame orale sufficiente!) con un misero sufficiente…. Ero pronto ad entrare alle superiori (anche perché all’epoca agognavo avere un voto con i numeri… cosa che poi mi sarei pentito!) e quindi ero pronto a quattordici anni ad essere uno studente delle superiori… ovvero il delirio della bocciatura!

sabato 17 novembre 2012


ELEMENTARI ULTIMI TRE ANNI

Ci sono due nomi marchiati a fuoco nella mia mente, il primo è Jose Abba e il secondo e Valentina Cinquetti (o come diavolo si chiama!), due nomi che non dicono nulla ai più, ma che a me volgono molto e non nel senso positivo del termine, queste due donne sono state le mie maestre per i restanti tre anni di elementari che ho frequentato nella scuola laica, se esiste una metafora degna di questo nome questa è “Dalla padella alle braci” ora mi spiego, la prima era una vecchia maestra sposata ad un dottore (che per alcuni anni è stato il medico curante della mia famiglia con pessimi risultati a dire il vero!) che si è ritrovata ad essere maestra senza nessun titolo di sorta, era una paraculata del P.C.I. perché la sua famiglia negli anni della seconda guerra mondiale ha nascosto dei partigiani (e non mancava mai di elogiare questo fatto!) quindi era li a insegnare per non si sa quale merito ma era lì, la seconda era un’ennesima paraculata dell’universo del fu P.S.I., in pratica la madre di questa seconda “maestra” era la segretaria speciale del fu il sindaco di Milano Pillitteri (cognato di Craxi  finito sotto processo nel periodo di tangentopoli!), questi erano gli anni ottanta a Milano, non contava molto se eri qualificato o qualificata per fare un lavoro l’importante era far trovare il lavoro agli amici/parenti di amici e così fu!
Le lezioni d’Italiano (della Socialista!) era basato sul fatto che noi studenti per scienza infusa sapessimo l’italiano e la grammatica (per non parlare delle varie analisi [ovvero logiche e grammaticali, di cui lei non ha mai detto una parola!]!), ci sottoponeva ad analisi di cui noi studenti non ne sapevamo nulla (e non solo io di cui ringrazio questa paraculata per i mie buchi immensi nella grammatica e nella sintassi e quant’altro che riguarda la lingua italiana, quindi se vi incazzate con me perché ho una prosa tutta stronza la colpa e sua… e si va detto!), il delirio delle verifiche era che se riuscivi (raramente!) a prendere un bel voto avevi come ricompensa un cazzo di peluche, manco fossimo scimmie allo zoo, visto che era “troppo buona” con i voti (e qui la mia seconda esperienza con i psicologi infantili [ma della scuola, ovvero dei psicologi sfigati usciti dall’università con dieci centesimi ma visto che erano amici o parenti esercitavano!], secondo questa “maestra” io non ero normale e lo psicologo compiacente ha dedotto che avevo bisogno di una maestra di sostegno [e non sto scherzando!], la quale ha cercato di capire come mai non ero come gli altri, glielo spiegato ma lei ha fatto orecchie da mercante [so che i miei genitori non ne sanno nulla ma all’epoca non era fattibile comunicare alla famiglia determinati problemi!], quindi mi sono ritrovato in una classe con persone che avevano realmente problemi e intendo problemi seri, ovvero, da bambini con la sindrome di down fino ad arrivare a bambini autistici, un vero inferno, anche perché io ero una mosca bianca in quel variegato gruppo, non ero anormale ma solo strano, tutto qui… per la serie abbattere l’ego di chiunque, sentirsi bollato da una maestra come un bambino con seri problemi [e non ne avevo!] non fa bene!) è stata spostata dall’insegnare italiano (di cui sono fortemente convinto che lei non lo sappia affatto!) e dalle materie “umanistiche” alle materie scientifiche, un po’ come dare una bomba atomica a Osama Bin Laden!
La Jose… come descriverla per il meglio? Avrei dei epiteti poco carini per apostrofarla, diciamo che era un continuo elogiare la sua famiglia per il bene assoluto che ha fatto (ha nascosto semplicemente dei partigiani fottendosi dei svariati ebrei che venivano deportati nei campi di concentramento [ah è vero che gli ebrei hanno mandato in croce il Cristo… a volte lo dimentico!]!), credo che se il demonio ha un volto è il suo, di cose da dire su questo abominio dell’umanità c’è ne sarebbero ma ne voglio elencare pochi, lei mi apostrofava come mongoloide, il perché non lo so, ma secondo la sua visione del mondo io ero un essere da abbattere manco fossi uno scarafaggio (e la cosa si è ripetuta vent’anni dopo con mio nipote…. Ma se ne parlo bestemmio quindi per ora non ne parlerò!) il perché del suo odio nei miei confronti non lo mai capito, forse perché non mi venivano le cartine geografiche bene come voleva, forse perché da piccolo sembravo troppo “tedesco” e quindi un nemico da abbattere, insomma mi odiava (e su questo punto mi sono accorto che le mie maledizioni arrivano sempre ma ne parlerò a fine di questo sotto capitolo!), una volta la cara maestra political correct mi ha tirato l’orecchio (e parliamo dell’ottantanove!) così forte che ho rischiato di perdere l’udito da un orecchio, altre cose? Semplice, mi aveva dettato un tema su cui io volevo un fratellino perché i miei (anticonformisti fino al midollo!) mi trascuravano, me lo ha fatto scrivere solo per poter parlare con mio padre che io avevo dei problemi seri da curare (e ritorniamo che io ero un mongoloide buono solo per il cottolengo!), mio padre è rimasto interdetto e fu inutile spiegare com’erano andate le cose (all’epoca le maestre avevano un potere assoluto che per fortuna ora non hanno più!) ma fu inutile, altre angherie ne ho subite, molte, troppe ma a dire il vero mi sono preso una vendetta degna di questo nome…. La Cinquetti è stata travolta dallo scandalo di mani pulite e ora probabilmente insegna in una scuola di periferia di merda (se non è morta…. Cosa che spero ardentemente!), la Abba ha avuto un ictus e se non è morta ora è un vegetale buono solo a tenere ferme le porte…. Passate le elementari (di cui ho trovato dei amici che per svariate cose non ho più rivisto ma che erano grandiosi e la mia sessualità ha preso pieno, nel senso prendere per il culo la ragazzina che mi piaceva per attirare l’attenzione [cosa che non è mai accaduta tra le altre cose!]!) sono arrivate le medie e qui ho subito il più becero e violento bullismo che un ragazzino di undici anni può sopportare…

venerdì 16 novembre 2012


ELEMENTARI PRIMI DUE ANNI

I cinque anni delle elementari le ho frequentate in due scuole diverse (molto diverse tra loro tra le altre cose!), la prima era marcatamente cristiana (ora mi spiego, non era una scuola privata, ma i svariati maestri/e erano “culi bianchi” per intenderci, ora non so come sia ora ma nell’ottantasette era prettamente democristiana [e la faccenda che i miei non sono mai stati baciapile mi pone alcune domande sulla loro decisione di mandarmi proprio in questa scuola, forse perché l’aveva frequentata mio fratello!]!), infatti, il doposcuola (all’epoca non esistevano ancora le scuole a tempo pieno!) era gestito dalle bastarde vestite da pinguini (lo stesso “istituto” dove ho frequentato l’asilo!), una delle poche cose che mi ricordo in questi due anni di scuola effettiva è che ci impedivano di usare le penne che si cancellano, i due “incidenti” avvenuto del doposcuola, la palestra (che hai miei occhi di settenne era immensa e che poi a rivederla era poco più grande di uno sgabuzzino piccolo!), ciò che ha fatto scatenare l’incazzamento dei miei genitori per un disegno nell’ora di religione che è stato il fatto scatenante che ha fatto sì che io cambi assi scuola e il delirio di svariate madri che volevano regalare per fine anno un gioiello prezioso alla maestra (il perché di questa cosa non lo mai capita, anche perché, le maestre hanno uno stipendio e quindi perché farli un regalo? A me non hanno mai regalato nulla nonostante il mio lavoro!), andiamo per ordine:

  • Le penne che non si possono cancellare: in teoria in prima elementare e in seconda elementare gli studenti non sono dei Proust in erba e quindi è logico usare una penna che si cancellava (una novità assoluta in quei anni e che ora è di una banalità estenuante!) ma la mia prima maestra (di cui non ricordo il nome ma solo il viso che poi ritroverò nel viso di una professoressa di Fisica allo Zappa!) era fortemente convinta che queste penne erano il demonio in terra e quindi ho sempre usato le BIC (quelle con il cappuccio che aveva il colore dell’inchiostro dentro la penna e di cui ne faccio ancora uso tra le altre cose!), per mia fortuna il delirio di questa maestra (che a dirla tutta [e con il senno di poi!] era tutta stronza nel cervello!) è durato poco anche perché poi ho cambiato scuola!
  • I due incidenti: come ho già scritto, i miei genitori lavoravano tutti e due e quindi dovevo per forza maggiore andare al doposcuola (una cosa odiosa trasportare dei bambini dalla scuola in un altro istituto… secondo me s’intende!), visto che all’epoca pochi istituti praticavano il dopo scuola e tra questi pochi istituti c’erano le famigerate suore (ebbene si, col senno di poi capisco i miei genitori… non c’era alternativa e credo che mio padre si sia sempre pentito della sua scelta di mandarmi in pasto a delle suore!), diciamo fin da principio che da piccolino non ero un bambino tranquillo ma anzi ero molto “agitato” (come ho scritto nel sotto capitolo incentrato sull’asilo!), cercavo, nonostante tutto, d’apparire (ero sempre un ragazzino di sette/otto anni per Dio!), di far parte di un gruppo, peccato che il gruppo a cui agognavo all’epoca d’appartenere non mi ha mai cagato di pezza (chi sa che fine avranno fatto quei bambini?) quindi facevo il buffone, lo ammetto, facevo finta d’essere un pagliaccio (a proposito ho appena sentito mia madre e ha confermato la mia teoria, ovvero che non c’erano istituti propensi a fare il dopo scuola e quindi sono stati costretti a mandarmi dalle bastarde!), ok, tornando a bomba, il primo incidente è stato che un mio compagnuccio di classe ha avuto la brillante idea di farmi uno sgambetto, niente di male penserete voi, sono bambini e certe cose le fanno, il brutto è che questo compagnuccio (Diego se non erro il nome!) mi ha fatto lo sgambetto nel giardino dell’istituto ovvero una piazza medio grande dove al posto dell’erba c’era la ghiaia ma non la ghiaia normale bensì quella nera (per chi non lo sapesse è la ghiaia industriale ricavata dagli scarti dei cantieri ricoperti da pece che se uno cade su quelle trappole si fa un male cane!), il risultato è un mio sguarro (ovvero un taglio molto profondo!) sulla fronte, non ci sono state azioni legali anche perché le pie donne erano a pregare senza badare ai bambini (ops lo detto? Ebbene si, le suore o bastarde che dir si voglia preferivano andare a pregare che tenere d’occhio un centinaio di bambini, in fin dei conti chi prega si aggiudica un posto in paradiso…. Per me stanno tutte bruciando all’inferno!), questo è solo il primo incidente che ho subito nel dopo scuola dalle suore, il secondo (sempre da parte di Diego [che si chiamava Diegoli di cognome se non sbaglio… no, non sbaglio si chiamava proprio così, alla faccia della fantasia dei genitori!) che si notava che aveva dei problemi e problemi seri!) incidente consiste con il compagnuccio che mi ha tirato una bastonata (un manico di scopa per l’esattezza!) in fronte (per chi mi conosce dal vivo avrà notato la specie di bozzolo che ho in fronte, lo so che non si nota tanto ma c’è!) il risultato è stato un paio di punti di sutura (ne ho anche in testa quando mi sono alzato sotto a una finestra e lo spigolo di quest’ultima mi ha ferito la testa con sangue e tutto il resto!) ovviamente le pie donne stavano pregando (ma che cazzo stanno a pregare tutto il giorno me lo sono sempre chiesto!) la cosa è stato un piccolo scandalo all’epoca (l’ottantotto se non erro!) con scuse ufficiale dai genitori del compagnuccio e con un monologo sulla sicurezza della maestra (quella di cui ho già parlato!), la cosa che (a veder bene!) mi ha dato fastidio è stata l’umiliazione pubblica di un povero bambino (che ricordo a tutti che aveva e forse ha tutt’oggi!) con dei problemi, per la serie la pedagogia è una cazzata!
  • La palestra: una struttura che stava all’ultimo piano della scuola (cosa rara visto e considerato che di solito le palestre sono sempre poste alla base delle scuole ma in questa scuola era all’ultimo piano!), aveva dei finestroni enormi che facevano entrare la luce tenue del giorno, se mi chiedete cosa ho fatto in questa palestra posso dirvi che non me lo ricordo ma ho impresso l’immagine di questo salone “magicamente” illuminato, ero un bambino e non avevo mai visto uno spazio così grande dove si doveva fare “esercizio fisico”, un termine all’ora per me perfettamente sconosciuto, ma era bello (per quanto possa essere bello!) essere lì nei primi giorni di scuola a vedere che anche nella “mia scuola” esisteva una palestra!
  • L’incazzamento: in seconda elementare dell’epoca non si poteva saltare l’ora di religione questo fatto ha fatto sì che la famosa maestra avesse carta bianca sull’insegnamento (vorrei ricordare che mio padre a parte essere uno dei più grandi traduttori al mondo era anche un filosofo e un pedagogo!), ci fu una cosa che fece partire “l’embolo” hai miei, un disegno, un semplice disegno (non ho mai disegnato molto in vita mia a dir il vero, a parte i vermicelli, ma su questo argomento ci ritornerò su più avanti!), roba da niente direte voi….no, la famosa maestra ha costretto i suoi studenti a disegnare Gesù Cristo il più realisticamente parlando (e forse questo fatto mi ha portato ad essere uno scrittore realista ovvero colui che racconta ciò che vede, ovviamente sono mie supposizioni!), io che non ero un povero bimbo spaurito (e qui apro una parentesi, fu in questo anno che venni a contatto con il primo psicologo dell’infanzia con cui ho avuto a che fare, la storia inizia con una convocazione della maestra per i miei genitori che s’incentrava tutto sul perché io me ne stavo solo e non legavo, i miei genitori presi dal panico si sono rivolti ad uno psicologo [che stava ad Affori e so ancora dove sta!], quest’ultimo mi ha fatto domande e mi ha fatto il test del Q.I., test di prassi che tutti gli psicologhi fanno hai bambini per attestare se sono “normali” o no, il brutto di tutto questo è stato che dopo i test risultava che avevo [ho meglio ho!] il Q.I. di 110…. Due punti sotto Einstein e non sto scherzando, saputo questo i miei si sono allertati e hanno scoperto che io m’annoiavo in classe e quindi dovevo essere stimolato [parlo sempre degli anni ottanta non dimentichiamocelo!] e hanno fatto le ricerche del caso il fatto è che avevano trovato una scuola adatta a me, ovvero una scuola per bambini dotati il brutto era che la retta mensile costava come tre mesi di stipendio dei miei e quindi hanno rinunciato lasciandomi in balia di deficienti che ripetevano la stessa litania ovvero :”è intelligente ma non si applica” , non voglio dare colpe a nessuno s’intende, forse la mia esistenza sarebbe stata diversa se sarei andato in quella scuola ma in fin dei conti mi va bene così!) ho disegnato il Cristo col sangue e tutto il resto…. Ho preso un bel voto (me lo ricordo come se fosse ieri, la famosa maestra mi ha elogiato davanti a tutta la classe… il brutto è che io non sapevo il perché!), purtroppo i miei vedendo il disegno (che sbandieravo come una vittoria personale!) si sono incazzati e a fine della seconda mi hanno fatto cambiare scuola e su questo fatto mi ricordo mio fratello che accompagnandomi a scuola mi disse :”In questa scuola non ti faranno disegnare croci!”… in effetti non lo fecero, però la scuola laica dove ho finito le elementari era forse peggio della scuola gestita da culi bianchi, ma su questo tornerò nel prossimo sotto capitolo di questo capitolo!
  • Il regalo: era usanza all’epoca, ha fine anno scolastico che i genitori facevano un regalo “simbolico” alla maestra (che non si meritava un cazzo anche perché non sapeva l’ABC della pedagogia ma credo che ormai sia morta!), il delirio è che negli anni ottanta tutti stavano bene (chi dice di no non abitava a Milano, dove negli anni ottanta tutti erano medio borghesi e i soldi giravano e molti!) e quindi svariate madri avevano pensato di regalare un collier d’oro alla maestra (si avete letto bene e non sto scherzando….!) ovviamente i miei genitori si sono rifiutati di dare l’obolo per una cosa inutile come il regalo di fine anno ad una maestra (si parlava di centomila lire a testa per il regalo, ovvero uno sproposito per chiunque per l’epoca!), ho saputo questa cosa anni e anni dopo e mi sono sentito orgoglioso dei miei genitori, lo devo ammettere, come sia finita la cosa non lo so…anche perché il settembre successivo sarei andato in un’altra scuola… laica, troppo laica, quasi soviet!

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E si è quasi in inverno, la centotrentaduesima puntata della Cimice, buona lettura! Di Maio (o che per lui!) sfida Renzi in un faccia a ...